Proprio a ridosso delle festività il Presidente di Acquevenete (ma anche parlamentare e segretario provinciale di Forza Italia) Piergiorgio Cortelazzo è intervenuto sul tema dell’impianto di smaltimento dei fanghi che una ditta privata, proveniente dalla Lombardia, ha chiesto di realizzare in Polesine, nel territorio di Loreo.
Il suo intervento serve ad equilibrare quelli precedenti, pesantemente negativi, espressi da diversi amministratori, in maggioranza di centro destra, dei Comuni limitrofi, ed in particolare del Sindaco di Adria, che aveva evocato la pesante eredità dell’impianto di Cà Emo, dove pochi anni fa si sono registrati 4 morti sul lavoro.
“Il futuro del trattamento dei fanghi provenienti dalle acque reflue civili passa attraverso un sano lavoro di squadra”. Lo dice Acquevenete.
“In merito – prosegue la nota – al dibattito sul trattamento dei fanghi provenienti da depurazione civile che ha caratterizzato il territorio negli ultimi giorni, acquevenete vuole esprimere la propria disponibilità al Comune di Loreo e ai Comuni interessati, allo scopo di contribuire al percorso di individuazione delle soluzioni efficaci, naturalmente nel pieno rispetto della salute e dell’ambiente”.
“L’Azienda è a disposizione del territorio per confrontarsi su tutti quei progetti che vorranno garantire una sostenibilità allo smaltimento dei fanghi provenienti dalla depurazione dei nostri scarichi civili, in linea con quanto prevede la normativa europea vigente”.
“Crediamo che tutte le soluzioni che contribuiscono alla sostenibilità ambientale del nostro territorio debbano essere trovate insieme – dichiara il Presidente Cortelazzo – con un lavoro di squadra che eviti strumentalizzazioni a favore del bene comune, evitando facili e infondati allarmismi e con un percorso informativo serio e trasparente.”
Solo poche settimane prima lo stesso Cortellazzo era intervenuto, in occasione della ultima assemblea dei Sindaci, per evidenziare il buono stato di salute dell’azienda di gestione del ciclo idrico integrato del basso Veneto, per evidenziare, tra l’altro, che la stessa già oggi ricicla, senza bisogno di incenerirli, i propri fanghi de depurazione. Cosa sarà cambiato nel frattempo? Ecco una sintesi della precedente dichiarazione.
Gli sforzi di Acquevenete sono orientati verso una gestione sostenibile delle risorse idriche, con un piano strategico che si allinea alle direttive dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite. È quanto emerge dal Forecast 2024, i cui risultati riflettono il continuo impegno verso un servizio responsabile, accessibile ed efficiente per il territorio e la comunità.
Riduzione dei fanghi di depurazione Nel rispetto delle direttive Arera, Acquevenete ha destinato il 100% dei fanghi recuperabili al settore agricolo, limitando lo smaltimento in discarica a meno dell’1%, ben al di sotto del limite del 3% previsto.
Un impegno che guarda al futuro “Il 2024 è stato un anno di sfide ambiziose, ma anche di risultati tangibili per Acquevenete,” dichiara il presidente Piergiorgio Cortelazzo. “Con investimenti strategici e una gestione lungimirante delle risorse, abbiamo rafforzato la nostra capacità di rispondere non solo alle esigenze attuali, ma anche di preparare il territorio ad affrontare le criticità ambientali e sociali dei prossimi anni. La nostra missione va oltre il servizio: vogliamo contribuire attivamente a un modello di sostenibilità concreto e replicabile, che unisca innovazione, resilienza e attenzione costante alla comunità che serviamo.”
Il Forecast 2024 è stato presentato all’assemblea dei soci riunitasi il 30 ottobre 2024 nella sede monselicense della società.



