

“Dei possibili e degli altrove” è il titolo scelto dall’artista Gigi Gioli per definire gli esseri alieni e gli oggetti misteriosi proposti nei suoi disegni.
Da giovedì 16 gennaio Sala Celio di Rovigo ospita una galleria di queste “forme ibride, fitomorfe e zoomorfe, sospese in una atmosfera rarefatta”, un viaggio nelle suggestioni oniriche e surreali dell’artista polesano.
Si tratta di 270 disegni piccoli e 50 di grandi dimensioni; ci sono inoltre alcuni oggetti “celibi” sospesi dal soffitto.
“I suoi disegni sono abitati da forme aliene, ibridi composti da elementi organici e inorganici (pseudomeccanici) che galleggiano in uno spazio neutro, privo di gravità”, scrive Alfredo Sigolo, tra i curatori del “Dizionario degli Artisti Polesani, nati o attivi in Polesine nel XIX e XX secolo”.
Riferendosi al percorso artistico individuale di Gigi Gioli, Sigolo aggiunge: “Analogamente, i suoi oggetti plastici sono il frutto di strani assemblaggi di materiali naturali (…) Alcuni sono strumenti ancestrali dei quali non ci è dato conoscere la funzione, altri somigliano a involucri o scheletri di esseri sconosciuti. Questa complessa cosmogonia affiora dai territori del subconscio, un luogo in cui memoria e immaginazione si saldano in
modo indissolubile”.
Gigi Gioli nel testo di presentazione della mostra descrive le sue suggestioni con queste parole: “…in questi disegni unisco entità statiche / a segni di entità volatili / non so che età non so dove / ma queste immagini mi invadono / l’elettrico cervello s’accende / in queste figure spaziali / sul foglio bianco pieno di incognite / è come forzare una cassetta / e trovare dei possibili e degli altrove.”
Sala Celio
Via Ricchieri 8 – Rovigo
Dal 16 al 26 gennaio 2025
Orario: 10-12 / 16-20
Ingresso libero
Gigi Gioli è nato a Rovigo il 6 giugno 1950. Come artista e creativo ha partecipato a diversi progetti collettivi di impegno sociale e ambientale, tra i quali: a Rovigo “In un oscuro luogo” (Pescheria Nuova), “Azioni di difesa del bosco” (Parco Langer), il progetto performativo “Canone domestico”; a Villa Badoer di Fratta Polesine, l’iniziativa “Bosco dentro”. Ha realizzato con Giorgia Cangiano e Diego Forno un’installazione collettiva nell’ex chiesa di San Rocco a Valliera di Adria dal titolo “Cerimoniale”. Tra gli anni ’70 e ’80 è stato membro attivo del Centro Atomico Ca’ Matte e del Collettivo Immagine gruppi autogestiti, impegnati in progetti creativi e sociali.


