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La frontiera adriatica nel secolo breve

Il “Giorno del Ricordo” (Legge n. 92 del 30 marzo 2004) è la ricorrenza istituita al fine di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

L’Istituto di studi e ricerche storiche e sociali (ISERS), il Circolo culturale Arci “2 giugno 1946”, l’Archivio di Stato di Rovigo e l’Istpolrec si rivolgono a quanti sono interessati a celebrare il “Giorno del Ricordo” con un incontro, dal titolo La frontiera adriatica nel secolo breve”, che si svolgerà presso la Sala “G. Cavazzini” del Centro Polifunzionale (primo piano) in Piazza Tien An Men 1 di Rovigo, venerdì 7 febbraio 2025 alle ore 17.30 .

Sarà presente Fabio Todero, ricercatore dell’Irsrec del Friuli Venezia Giulia di Trieste, città di cui si è celebrato lo scorso 26 ottobre il ritorno all’Italia avvenuto settant’anni fa. L’intervento di Todero ripercorre il lungo travaglio del “confine orientale” e delle sue tragedie. L’incontro è ad ingresso libero.

Focus sul tema trattato

‘Irredentismo’ è una delle parole chiave delle moderne religioni della patria. Numerosi sono stati i movimenti di liberazione nel mondo che sono stati definiti in questo modo. Il termine però è nato in Italia, in riferimento alle terre dominate dagli Asburgo, fra cui quelle adriatiche, che sono state al centro di uno dei più duraturi e cruenti terreni di scontro. Lungo la frontiera orientale, infatti, gli irredentismi si sono succeduti nel corso di un secolo convulso: prima quello italiano fino alla Grande guerra, poi quello sloveno e quello croato durante il fascismo, poi ancora quello italiano dopo la Seconda guerra mondiale, per cercar di salvare Trieste e l’Istria. Gli irredentismi adriatici erano fieramente antagonisti, ma hanno condiviso spesso linguaggi e comportamenti. Questo libro ne segue per la prima volta l’intero, accidentato percorso, dove si intrecciano – nel richiamo a miti fondativi risorgimentali – sacrifici e soprusi, aneliti di libertà e politiche di potenza, storia e mito, in una regione collocata al centro di quella faglia di crisi che attraverso l’Europa orientale scende dal Baltico fino all’Adriatico, all’Egeo e al Mar Nero: una faglia i cui sussulti ancora ci allarmano.

Fabio Todero

Fabio Todero, dottore di ricerca in Italianistica, è ricercatore dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia. Si occupa da tempo della Grande guerra e della sua memoria e di storia della frontiera adriatica. Organizzatore di convegni, curatore di mostre, progetti scientifici e volumi, ha pubblicato tra l’altro: Pagine della Grande guerra. Scrittori in grigioverde (Milano 1999); Le metamorfosi della memoria. La Grande guerra tra modernità e tradizione (Udine 2002); Morire per la Patria. I volontari del “Litorale austriaco” nella Grande guerra (Udine 2005); Una violenta bufera. Trieste 1914 (Trieste 2013); Di un’altra Italia. Miti, parole e riti dell’impresa fiumana (con L.G. Manenti, Udine 2021). Per Laterza è autore di Terra irredenta, terra incognita. L’ora delle armi al confine orientale d’Italia 1914-1918 (2023). Il 10 gennaio u.s. è uscito il suo ultimo lavoro: La patria alla frontiera. Storia dell’irredentismo adriatico (Laterza).

Per informazioni: Circolo Culturale ARCI 2 giugno 1946, Piazza Tien An Men 1, tel. 0425 0494943, circolo2giugno46@gmail.com, www.bluetu.it

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