

“Si è chiuso, almeno per ora, un lungo, troppo lungo psicodramma politico per Rovigo. Naturalmente siamo abituati a giudicare dai fatti e auguriamo buon lavoro al neo-assessore Denti. Oggi la nostra città avrebbe bisogno di una giunta nel pieno delle sue funzioni, i problemi non mancano. Tuttavia siamo costretti anche ad osservare che questa lunga parentesi di due mesi, resasi necessaria per chiudere la “vacanza” dell’assessorato di Maniezzo e passata attraverso singolari vicende come il repentino cambio del capogruppo del partito di maggioranza relativa, non elimina nessuno dei nostri pesanti dubbi e non elimina di certo le tante incognite gravitanti sull’amministrazione.
Basti pensare alla redistribuzione delle deleghe e dei carichi di lavoro, una faticosa revisione che proprio non sembra premiare il ruolo di Fratelli d’Italia, il partito che aveva fatto della sicurezza il proprio cavallo di battaglia e ora deve rinunciare pure alla gestione di questa delega: un fatto politico e amministrativo dal sapore altamente simbolico, specie di questi tempi. Segno dell’esaurimento della “spinta propulsiva” elettorale dei meloniani? Di altre misteriose dinamiche della maggioranza? Vedremo.
Anche il nuovo valzer dei dirigenti sembra funzionale a fotografare e “stabilizzare” una ideale cornice amministrativa, senza che appaia finalmente chiaro quale disegno d’insieme e quali concrete progettualità la nuova amministrazione voglia davvero mettere in campo. Nel frattempo, i mesi passano e la superficialità emersa su questioni non secondarie come, per esempio, l’impianto biogas di Sarzano non lascia presagire novità di rilievo. I cittadini di Rovigo aspettano”.
Diego Crivellari, consigliere comunale del Pd


