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Addio a Maria Teresa Pasqualini Canato

Maria Teresa Pasqualini Canato, una donna che ha segnato profondamente il mondo culturale polesano e veneziano. A 96 anni, si è spenta nella sua casa di Venezia, lasciando un vuoto incolmabile tra coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla, studiare con lei o semplicemente ascoltarla. La sua vita è stata un viaggio straordinario tra la conoscenza e la passione per la storia, un impegno costante nel restituire dignità al passato e nel tramandarlo con rara intensità.
Donna di straordinaria profondità e rigore, è stata una figura di riferimento per gli studi sul Risorgimento e sulle vicende storiche di Rovigo e Venezia, con una passione e una competenza che hanno illuminato generazioni di studenti e studiosi.
Laureata in lettere a Padova con Diego Valeri, si è dedicata con dedizione all’insegnamento, diventando docente e poi preside nei licei rodigini e veneziani. La sua capacità di trasmettere la conoscenza andava oltre la pura didattica: con il suo modo di raccontare la storia, rendeva vivo e palpabile ogni dettaglio, come se le vicende da lei narrate fossero accadute davanti ai suoi occhi. Il suo amore per la ricerca e per la verità storica emerge con forza nelle sue numerose pubblicazioni. Fra le sue opere più importanti ricordiamo per la Minelliana “Il monumento a Giuseppe Garibaldi a Rovigo”, “Il potere nel sacro. I rettori veneziani nella Rotonda di Rovigo” (2001-2004, con C. Boccato), nonché la curatela delle “Memorie garibaldine” di Remigio Piva  e delle “Memorie intime” di Eugenio Piva. I suoi studi sono apparsi anche negli atti dei convegni organizzati dall’Associazione Minelliana e negli “Studi veneziani” dell’Istituto per la storia della società e dello Stato veneziano, sotto l’egida della Fondazione Giorgio Cini. Con Marsilio ha pubblicato “I Molin al traghetto della Maddalena e il loro palazzo”, un’opera che testimonia la sua capacità di coniugare rigore storico e narrazione avvincente.
L’Associazione Minelliana, in particolare, è stata uno dei principali ambiti nei quali ha espresso il suo talento di studiosa. Attraverso saggi e contributi agli atti dei convegni, ha contribuito a definire una visione più articolata e documentata del XIX secolo rodigino, gettando luce su figure fondamentali della storia locale, come i fratelli Piva, il conte Angeli e la famiglia Camerini. Le sue ricerche hanno restituito dignità e spessore a episodi e personaggi talvolta dimenticati, ma cruciali per la comprensione della storia del Polesine e del Veneto. Accanto a lei, nella sua vita, vi è stato l’architetto Antonio Canato, con cui ha condiviso anni di impegno culturale e umano.
Maria Teresa Pasqualini Canato era una donna dal carisma indiscutibile, dalla bellezza raffinata e dall’intelligenza affilata. Con un rigore quasi teutonico, detestava ogni forma di autoreferenzialità e superficialità intellettuale, scegliendo di condividere il proprio sapere con coloro che dimostravano vera passione e sete di conoscenza. Chi ha avuto il privilegio di essere accolto nella sua casa di Arquà Polesine – una residenza dal fascino storico – ha potuto assaporare la sua straordinaria capacità di raccontare la storia con una vividezza senza pari.
Oggi il mondo culturale polesano perde una delle sue figure più eminenti, ma l’eredità di Maria Teresa Pasqualini Canato rimane intatta nei suoi scritti, nei suoi insegnamenti e nel ricordo di chi ha avuto la fortuna di incontrarla. Il suo contributo alla storiografia locale e nazionale rappresenta una fonte preziosa per tutti coloro che vorranno comprendere il passato con lo stesso sguardo lucido e appassionato che lei ha sempre avuto.
I funerali di Maria Teresa Pasqualini Canato si svolgeranno mercoledì 26 marzo alle 15.30 nella chiesa di Arquà Polesine.
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