Insomma, la notizia sembra vera. Dal 22 Aprile 2025, la cassa “umana” dell’ex-agenzia trecentana della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (ora Banca Intesa Sanpaolo), quella con un/una dipendente presente, chiuderà, per lasciare a Trecenta il punto prelievi-versamenti e altro , probabilmente, solo tramite il punto “Bancomat”.
Ma purtroppo, fra pochi giorni, a Trecenta, non saremo più all’epoca della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che pur con i suoi difetti aveva una articolazione territoriale e un servizio di “Cassa”, diffuso e quasi sempre sufficiente a rispondere ai bisogni della gente, anche dei più deboli.
Dal 22 Aprile 2025, gran parte delle nostre persone anziane e molte altre non capaci di usare il Bancomat per tutte le operazioni da questo erogate, saranno in grossa difficoltà. Ma questa è la nuova realtà presentata da Banca Intesa Sanpaolo a Trecenta, che magari risparmierà un cassiere di sportello “umano”, per adibirlo ad altre funzioni. Un utile per la banca, un disagio per tanti clienti.
Detto questo, invito la gente a pensare a come siano stati eliminati tanti dei legami personali che legavano la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in questo caso, con le donne e gli uomini di molti comuni del Polesine. Uomini e donne, che portando in banca i loro soldi, hanno fatto e fanno la fortuna delle banche.
A questo punto, sorge spontanea una domanda. La nostra amministrazione comunale, il Sindaco di Trecenta, sono stati avvisati di questo negativo cambiamento? E se si, come penso, cosa hanno fatto il nostro sindaco e i suoi soci di maggioranza, per cercare di fermare questo peggioramento di servizio, proposto da Intesa SanPaolo, ai trecentani?
Non sarebbe stato utile convocare la gente e le associazioni di categoria, per valutare la situazione e se del caso, esprimere una protesta pubblica, per cercare di bloccare i piani di Intesa Sanpaolo?
Brusco Guglielmo – Ex- Dipendente Cariparo e cittadino di Trecenta



