Con il suo ultimo post, la sindaca Cittadin ci racconta di “risultati concreti” e di scelte ponderate per la sicurezza.
In realtà, anche questa volta, la sostanza è la stessa: nessuna politica sociale per affrontare il disagio in città. Nessun progetto per prevenire, ricucire, integrare. Solo decisioni che spostano i problemi, senza risolverli, accompagnate da una narrazione che autoassolve chi governa.
Se davvero la sindaca voleva “informare” i cittadini, avrebbe dovuto dire anche un’altra verità: la sua amministrazione è ormai pienamente di destra, e quel “centro politico” della giunta, promesso in campagna elettorale come garanzia di equilibrio e moderazione, è sparito del tutto.
E qui un dato politico è lampante: l’unica voce che oggi sostiene apertamente queste scelte incomprensibili della giunta Cittadin è Forza Nuova.
Per loro il dimezzamento degli ospiti del CAS dell’ex convento Cappuccini è solo “un primo passo”, mentre l’obiettivo vero sarebbe lo sgombero totale della struttura. Una posizione che, nella sostanza, coincide con la linea dell’amministrazione: eliminare, chiudere, spostare altrove.
E allora la domanda è inevitabile: il centro politico della giunta cosa dice? Acconsente a politiche che risuonano più con le parole d’ordine di Forza Nuova che con un’idea moderata e cristiana di governo? Anche contro l’esortazione della Commissione diocesana, che ha invitato a desistere da scelte divisive e dissennate?
La sicurezza si costruisce con giustizia sociale, coesione e servizi, non con la rimozione del problema e le passerelle in divisa.
Ma questa, a quanto pare, non è la strada scelta da chi oggi governa Rovigo.



