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Gabbris Ferrari, un progetto di ricerca e critica scientifica

Il 28 novembre scorso è stato presentato, presso il Salone del Grano, il libro “Gabbris Ferrari (1937-2015). Pittore, Scenografo e Regista”.

L’elegante e ampio Salone del Grano quasi esaurito per l’evento in onore del maestro Gabbris Ferrari, eclettico e poliedrico uomo di cultura rodigino, pittore, scenografo, regista e drammaturgo. L’iniziativa è stata promossa e realizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo, con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Rovigo, dell’Accademia dei Concordi, nell’ambito degli Incontri Accademici 2025, e della Camera di Commercio Venezia Rovigo.

Il Ministero della Cultura ha concesso il patrocinio sia all’evento che al libro “Gabbris Ferrari (1937-2015). Pittore, Scenografo e Regista”, riconoscendo così il progetto della Fondazione, l’artista polesano e il lavoro di ricerca della dottoressa D’Agostino. Tale progetto non è solo di carattere editoriale, per quanto il volume si presenti esteticamente e graficamente molto elegante e raffinato, edito da Antiga edizioni, ma, come ha dichiarato il presidente Giorgio Lazzarini, “si sostanzia in una critica scientifica che offre un’analisi oggettiva e contestualizzata, fondata su ricerche approfondite. Questa azione è necessaria per promuovere l’artista polesano, soprattutto oltre il territorio in cui ha operato”. L’impegno della Fondazione, costante in queste finalità, si è ulteriormente rafforzato rispetto a Gabbris Ferrari da quando l’ente ha ricevuto in donazione opere del maestro da parte della vedova Meri Veronese, recentemente scomparsa.

Tra i presenti, la figlia Camilla, molti collaboratori e concittadini di Gabbris, segno tangibile di riconoscenza per il suo impegno artistico, culturale e sociale dedicato alla città che tanto amava. Il presidente dell’Accademia dei Concordi, Pier Luigi Bagatin, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa editoriale e di ricerca, complimentandosi con la Fondazione per il caloroso impegno, tra cui l’idea, precedentemente annunciata dal presidente Lazzarini, di costituire un Museo del Novecento Polesano, in cui Gabbris avrebbe pieno titolo di essere incluso.

Tra i saluti delle autorità, quello dell’assessore comunale alla cultura Erika De Luca che ha confermato l’importanza dell’iniziativa non solo come tributo a Gabbris Ferrari, ma come testimonianza del maestro quale parte integrante della vita culturale della città. Il presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, impossibilitato a partecipare, ha inviato un messaggio di ringraziamento alla Fondazione per l’iniziativa e all’autrice “per la competenza, la passione e la sensibilità con cui ha saputo dare forma a un lungo periodo di studio, restituendo al pubblico il ritratto vivo e profondo di una personalità eclettica e unica”, ricordando anche il contributo dell’Archivio Storico della Provincia di Rovigo, dove Gabbris è stato assessore alla cultura negli anni ’80 del secolo scorso. Ines Casolino, funzionaria della Camera di Commercio Venezia Rovigo, ha parlato dell’importanza della cultura dal punto di vista sociale ed economico, presentando i dati della ricerca annuale “Io sono cultura”, a cui aderisce Unioncamere. Ha evidenziato l’incremento del sistema produttivo e dell’occupazione nel campo culturale. L’ente camerale di Rovigo, che ospita due grandi opere dell’artista proprio nel Salone, ha apprezzato il progetto della Fondazione di far uscire l’arte dai luoghi tradizionali, facendola dialogare con le persone, e ha confermato la volontà di fare rete per sostenere l’arte polesana.

Dopo la lettura di un breve componimento poetico di Nuccia Venuto, accompagnato musicalmente alla chitarra da Fabio Capostagno, si sono alternate testimonianze di diverse personalità e collaboratori di Ferrari. Franco Piva, maestro e compositore musicale, ha raccontato della sua collaborazione artistica con Gabbris come scenografo, iniziata negli anni ’60 con l’opera di esordio “Il mondo alla roversa” di Goldoni, rappresentata alla Fenice, e proseguita in attività teatrali caratterizzate da sperimentazione, originalità e ricerca per oltre vent’anni. Ha anche sottolineato l’amicizia che li legava e il favore che la critica ha sempre riservato a questi spettacoli. Edoardo Bottacin, direttore artistico del Teatro Sociale di Rovigo, ha confermato il grande valore del Teatro Sociale, menzionando l’istituzione annuale di un concorso di scenografia intitolato al maestro. Marcello Morresi, scenotecnico di Gabbris Ferrari e scenografo, ha testimoniato l’attività di Ferrari come docente all’Accademia delle Belle Arti di Urbino, parlando della crescita e formazione di professionalità nate ad Urbino e portate a Rovigo, nonché dell’attività scenografica condivisa per oltre due decenni.

Successivamente, la dottoressa D’Agostino ha presentato il suo libro, accompagnando la relazione con foto di opere e con immagini dell’artista, dall’esordio del suo percorso artistico. Ha citato i suoi maestri, illustrando le forme espressive e i linguaggi in cui si è cimentato. Il libro è frutto di tre anni di ricerca tra documenti inediti, opere d’arte, bozzetti, locandine e foto di scena. Esso sistematizza il percorso artistico-professionale di Gabbris Ferrari, documentandolo iconograficamente con un corpus significativo di riferimenti e immagini. Archivi e collezioni private esaminati e il ritrovamento di nuove opere hanno conferito al testo uno spessore storico-critico, permettendo di dare agli eventi una progressione cronologica coerente. Il volume si completa con una biografia aggiornata del maestro, una scheda delle mostre personali e collettive, e schede di alcuni dipinti ritenuti significativi. È incluso anche il progetto, in fase di compimento, della “Galleria d’Arte diffusa. Le opere di Gabbris Ferrari in città” della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. Inoltre, sono presenti schede sugli spettacoli per il Teatro Lirico, la Prosa, le collaborazioni con il Teatrodanza, Operastudio, il Dramma Italiano di Fiume e i Minimiteatri. Completano il volume il contributo di Marcello Morresi e gli interventi di Franco Piva  e Christian Cassar.

Il libro mette in luce i rapporti tra Arti Visive e Scena praticati dall’artista, evidenziando un fenomeno caratteristico del Novecento, in cui molti pittori si sono occupati anche di scenografia. Questo argomento, di recente oggetto di studi, trova in questo libro un ulteriore tassello.

Ivana D’Agostino ha conosciuto Gabbris Ferrari nel 2008 come collega all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. La curatrice del volume è figlia d’arte, storica dell’arte, specializzata in storia dell’arte moderna e contemporanea, già docente di storia del costume e scenografia. È anche critica d’arte, giornalista pubblicista e autrice di saggi di costumistica e scenografia, occupandosi di curatela di numerose mostre d’arte a livello nazionale e internazionale. Da anni approfondisce nei suoi studi le relazioni tra le arti visive, il teatro e lo spettacolo.

Introdotta da Sarah Lanzoni, moderatrice dell’incontro, ha sottolineato che “a Ivana D’Agostino non si poteva non affidare l’incarico di redigere la critica storico-scientifica per la conoscenza personale, artistica e professionale dell’artista”, come ha confermato il presidente della Fondazione Lazzarini, che ha concluso la serata invitando enti e associazioni del territorio a collaborare per continuare a dare risalto e attenzione all’artista rodigino.

Il volume presentato sarà distribuito in tutte le biblioteche pubbliche e scolastiche della provincia e agli enti e realtà locali e nazionali di interesse. Potrà inoltre essere ritirato presso la Fondazione su richiesta da associazioni e studiosi d’arte.

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