

Il profilarsi di un consistente avanzo libero per il nostro Comune dovrebbe finalmente farci pensare ad una possibile serie di interventi strutturali o comunque di largo respiro, tali da affrontare in maniera chiara i nodi e i problemi principali di una città come Rovigo. Tra questi problemi, è impossibile non pensare alla situazione del commercio, dell’artigianato e, in particolare, alla necessità di rivitalizzare il tessuto economico cittadino. È tempo che l’amministrazione si faccia parte attiva e superi l’inerzia di questi mesi, caratterizzati da nuove chiusure e conseguenti spazi vuoti in città. Un saldo negativo preoccupante a detta degli stessi operatori. D’altro canto, riteniamo complicato rilanciare l’economia “di prossimità”, senza l’adozione di politiche attive e strumenti ad hoc. Citiamo come esempio e come possibili proposte da rilanciare su scala locale, iniziative realizzate da un comune di centrodestra (la vicina Ferrara) e da un comune di centrosinistra del Nordest (Udine).
A Ferrara, il bando comunale “Affittami” è volto ad incentivare la riapertura dei locali commerciali sfitti o inoccupati nel centro storico e a sostenere la nascita di nuove attività economiche e imprenditoriali, grazie ad un fondo comunale di 250.000 euro destinato al rilancio del tessuto economico urbano. “Affittami” punta infatti a favorire l’incontro tra proprietari di immobili sfitti e nuovi esercenti interessati ad avviare un’attività economica. Possono beneficiare del contributo le micro e piccole imprese che intendano avviare una nuova attività — commerciale, artigianale o espositiva. Il Comune di Ferrara riconoscerà un contributo pari al 50% del canone d’affitto per un periodo massimo di 12 mesi, fino a 5.000 euro annui per le nuove attività commerciali; fino a 2.500 euro annui per attività di sola esposizione/vetrina. Il contributo è strutturato su due annualità.
Nello stesso periodo, il Comune di Udine ha lanciato un bando per il Fondo Rilancio Economico per un importo complessivo di 1.400.000 euro, prevedendo l’assegnazione di contributi a fondo perduto. L’obiettivo, pure in questo caso, è favorire la ripresa economica e il rafforzamento del tessuto imprenditoriale. Il bando prevede due misure distinte di intervento: progetti nei quartieri periferici per sostenere il commercio e i servizi di prossimità, apertura di esercizi e attività mancanti (come alimentari o servizi sanitari), continuità d’impresa o passaggio generazionale, innovazione delle strutture. E, poi, interventi finalizzati al rilancio del commercio al dettaglio e dei servizi. L’intensità del contributo varia dal 50% al 75% della spesa ammissibile, calcolata su importi massimi di spesa variabili a seconda della misura (fino a 100.000 Euro per le nuove aperture nei quartieri).
Il dato politico è questo: Rovigo non può permettersi di rimanere ferma. In attesa della riapertura di ulteriori progettualità anche su scala regionale (distretti del commercio ecc.), occorre già da oggi muoversi per sviluppare iniziative che contribuiscano finalmente a sostenere il commercio e l’economia cittadina nel suo complesso. Ergo: si studi rapidamente un bando calato sulla realtà di Rovigo, chiamando a raccolta il mondo economico e i rappresentanti delle categorie. Bene puntare sugli eventi o pensare a come migliorare l’accessibilità del centro storico, anche potenziando il trasporto pubblico. Tutto questo però non basta. L’unica strada per arginare il declino è introdurre buone pratiche e tornare ad investire in misura adeguata all’urgenza del momento, con risorse vere e strategie di lungo respiro. Il Comune lo può fare. Con il collega Tosini, nei prossimi giorni depositeremo una mozione che potrà poi trasformarsi anche in uno o più emendamenti allorché il Consiglio comunale arriverà ad esaminare il prossimo bilancio.
Diego Crivellari
Consigliere comunale PD


