Toccante e preziosa l’iniziativa organizzata a Stienta domenica 31 maggio dal Comune e dalla locale sezione intercomunale di ANPI, in occasione della scopertura della targa commemorativa di Severino Bolognesi, che fu eletto a far parte dell’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946, e che quindi contribuì a scrivere la Carta fondamentale della nostra Repubblica.
Il primo degli interventi è stato di Paolo Bertasi, Presidente della sezione intercomunale di ANPI ed animatore delle diverse iniziative di questi giorni, come quella di realizzare in diversi Comuni i leggii della Costituzione, che ne ricordano diversi articoli, insieme con gli alunni della locale scuola secondaria di primo grado, nei Comuni di Stienta, Occhiobello, Fiesso e Canaro.
A seguire è intervenuto il Sindaco di Stienta, nonché Presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, che ha voluto ricordare le diverse iniziative messe in opera in collaborazione tra l’Amministrazione comunale e la sezione di ANPI, sempre ricche di significato e rivolte a lasciare testimonianza a favore della memoria per i giovani. Dopo il suo intervento ha portato una testimonianza toccante una delle nipoti viventi di Severino Bolognesi, Valmis Prini, presente alla cerimonia insieme alla sorella Aurora, che ha parlato del nonno e del suo rapporto con le nipoti.
Il parroco don Fabio ha quindi proceduto alla benedizione della targa a ricordo, posta a ridosso della targa segnaletica stradale del vicolo Severino Bolognesi, posto sull’unghia dell’argine del Po, poco lontano dalla piazza principale, richiamando a sua volta i valori del 2 giugno, festa nazionale.
La conclusione è stata affidata ad Antonella Toffanello, Presidente provinciale di ANPI, che nel suo intervento ha ricordato la figura di Severino Bolognesi, nato nel 1895 e figlio braccianti, fin da giovanissimo a sua volta bracciante e, naturale per quell’epoca, fiero avversario dei fascisti e delle loro violenze contro i lavoratori, ma in particolare, specialmente in Polesine, contro la lega bracciantile e i suoi rappresentanti.
Toffanello ha ricordato i fatti salienti della vita di Bolognesi, costretto a trovare lavoro come operaio edile e carpentiere prima a Milano e poi a Genova per sfuggire alle persecuzioni, lasciando la famiglia, ma dando il suo contributo in quelle grandi città alla lotta antifascista. Poi il carcere (tante volte preventivo) ed il confino a Ponza, che divenne il luogo di formazione di Bolognesi, costretto giovanissimo a lasciare la scuola. Dopo il confino tornò a Stienta e si sposò, ma presto arrivarono la guerra, la lotta antifascista ed infine partigiana, a cui diede un contributo fondamentale, divenendo ben presto il capo riconosciuto a livello locale prima e provinciale poi, per concludere la sua attività il 25 aprile 1945, dopo essere sfuggito alla incessante ricerca da parte della brigata nera nel periodo dei rastrellamenti e degli eccidi in Polesine, a Padova, dove ebbe un ruolo preminente nel CLN e come segretario del PCI padovano.
Dopo la vittoria sul fascismo ed il nazismo divenne Segretario del PCI provinciale e della Camera del Lavoro e, come detto, fu eletto il 2 giugno 1946 Deputato all’Assemblea Costituente, per poi essere eletto come Senatore della Repubblica per due legislature, nelle fila del Partito Comunista Italiano.


