Per festeggiare consapevolmente la Festa della Repubblica occorre ricordare che il 10 giugno 1924 è la data dell’assassinio di Giacomo Matteotti per mano del fascismo e questo fu un evento spartiacque nella storia del fascismo e dell’Italia.
Giacomo Matteotti pronunciando in punto di morte la frase “Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non la ucciderete mai” è stato la figura simbolo dell’antifascismo italiano e europeo, per questo dobbiamo ricordare, soprattutto ai più giovani, che il 2 Giugno non deve essere vissuta come una semplice Festa Nazionale, perché rappresenta la nascita dell’Italia Democratica e della nostra Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza e dalla lotta contro il nazifascismo sostenuta da tanti cittadini che per l’Italia libera hanno sacrificato la loro vita.
E’ bene ricordare che gli eventi che hanno portato alla nascita della Repubblica sono partiti nel luglio del 1943 quando Vittorio Emanuele III fece arrestare Mussolini, affidando il governo a Pietro Badoglio. Da quel momento si iniziò a pensare all’idea di un cambiamento radicale nella forma governativa del Paese e nel 1944 i partiti e i movimenti democratici decisero di aspettare la fine della guerra per discutere della questione Istituzionale. Altro importante evento altamente democratico è avvenuto il 31 gennaio 1945 con l’emanazione del decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne, facendo così giustizia sociale.
La Repubblica Italiana è nata il 2 e 3 giugno 1946 con il Referendum Istituzionale di suffragio universale che ha chiamato tutti gli italiani alle urne, comprese le donne che votavano per la prima volta, per scegliere fra MONARCHIA o REPUBBLICA.
Ebbene gli elettori con 12.718.641 voti hanno scelto la REPUBBLICA contro i 10.718.502 della Monarchia ed è stata anche istituita l’Assemblea Costituente, a cui è stato affidato il compito di redigere la Carta Costituzionale.
Ecco perché ogni 2 Giugno si festeggia la nascita della Repubblica Italiana e si deve ricordare che la nostra Carta Costituzionale è nata dalla Resistenza che tanti cittadini di ogni estrazione sociale, politica, partitica e religiosa hanno sostenuto, anche con la vita, combattendo il regime nazifascista, permettendo oggi a tutti noi di vivere in una Italia libera e democratica i cui valori non possiamo perdere e/o dimenticare.
Gilberto Bianchini



