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Agrivoltaico, Civiche Venete Polesine

: «Dalla proposta di D’Achille può nascere una posizione comune del territorio»

La proposta avanzata dal sindaco di San Bellino Aldo D’Achille sull’agrivoltaico ha aperto un confronto che riteniamo importante per tutto il Polesine. Del resto, l’interesse manifestato sul tema da diversi sindaci polesani, al di là delle rispettive appartenenze politiche, dimostra quanto sia diffusa l’esigenza di affrontare insieme una questione che riguarda il futuro dell’intero territorio. L’intervento del commissario provinciale del Partito Democratico Matteo Favero, che ne ha riconosciuto la validità rilanciando alcuni ulteriori elementi di riflessione, conferma che esistono le condizioni per provare a costruire una posizione condivisa.

Come Civiche Venete Polesine crediamo che questo sia il dato politico più interessante: una proposta nata dalla sensibilità civica del territorio può diventare terreno di confronto anche con altre forze politiche, amministratori e realtà locali.

Il punto posto da D’Achille è molto concreto. Il Polesine è sempre più coinvolto nella produzione di energia e nell’insediamento di nuovi impianti agrivoltaici. Non possiamo limitarci a ospitarli: dobbiamo governare questo processo e fare in modo che una parte significativa dei benefici prodotti rimanga alle nostre comunità.

Da qui la proposta di un coordinamento tra i Comuni polesani, di criteri condivisi sulle compensazioni e dell’utilizzo di queste risorse per abbattere i costi energetici degli edifici pubblici, liberando fondi per scuole, sociale, manutenzioni e servizi. Con un obiettivo ancora più ambizioso: individuare strumenti che consentano di far arrivare parte dei benefici anche alle famiglie e alle imprese.

Un coordinamento tra i Comuni consentirebbe inoltre di instaurare un dialogo più equilibrato con la Regione che, in particolare per l’agrivoltaico, è l’Ente preposto all’autorizzazione. I Comuni vengono infatti solamente sentiti, con scarsissime possibilità di incidere concretamente sull’iter autorizzatorio. Il coordinamento potrebbe inoltre diventare un punto di riferimento per una corretta analisi e interpretazione delle norme che regolano la materia, ancora piuttosto fumose soprattutto per quanto riguarda risarcimenti e compensazioni.

A questo si aggiunge il tema posto dal PD sulla necessità di monitorare la concentrazione degli impianti e tutelare il territorio agricolo. Non sono posizioni alternative, ma aspetti che possono concorrere alla costruzione di una strategia complessiva.

È questo il confronto che ci interessa. Non una discussione tra sigle su chi abbia ragione, ma la possibilità di mettere attorno allo stesso tavolo Comuni, forze civiche e politiche, competenze tecniche e rappresentanze economiche e sociali.

Le Civiche Venete Polesine sono disponibili a fare la propria parte. Se da una proposta partita dal nostro territorio sta nascendo una convergenza più ampia, vale la pena raccoglierla e trasformarla in una posizione forte del Polesine.

Perché sulla transizione energetica il Polesine non può essere semplicemente il luogo dove si installano gli impianti: deve partecipare alle scelte e ottenere benefici concreti e duraturi per le proprie comunità.

 
Andrea Micheletti
LE CIVICHE VENETE
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