

La FILT CGIL di Vicenza esprime la propria piena solidarietà e vicinanza al lavoratore di SVT vittima della grave aggressione avvenuta davanti agli istituti scolastici di Vicenza. Quanto accaduto non può essere liquidato come una “ragazzata” o una “bravata”. Un lavoratore è stato accerchiato, colpito e scaraventato a terra semplicemente perché stava svolgendo il proprio lavoro: far rispettare le regole del trasporto pubblico e richiamare all’uso corretto dei dispositivi di emergenza presenti a bordo di un autobus.
Come Filt di Vicenza, la quale rappresenta le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico sentiamo il dovere di evidenziare due questioni che non possono più essere ignorate.
La prima riguarda il clima sociale che si sta deteriorando giorno dopo giorno.
Chi opera nei controlli, nella verifica dei titoli di viaggio e nella vigilanza a bordo dei mezzi pubblici viene sempre più spesso percepito come un nemico da aggirare, insultare o addirittura aggredire. È un fenomeno che va ben oltre il trasporto pubblico: assistiamo quotidianamente a episodi di violenza e intolleranza nei confronti di chiunque eserciti un’autorità o chieda il rispetto delle regole. Un tempo chi veniva trovato senza biglietto protestava magari contro la sanzione, ma finiva per accettarla. Oggi assistiamo troppo spesso al tentativo di sottrarsi a qualsiasi responsabilità, con persone convinte che il rispetto delle regole sia facoltativo. Eppure gli stessi cittadini che pretendono di viaggiare gratuitamente o di pagare meno del dovuto non si sognerebbero mai di entrare in un bar chiedendo cappuccino e brioche al prezzo di un caffè, o pretendendo di consumare senza pagare. Sul trasporto pubblico, invece, sembra essersi diffusa l’idea che il biglietto sia opzionale e che chi lo controlla sia il problema.
La seconda questione riguarda l’organizzazione del servizio e la sicurezza dei lavoratori.
Da anni denunciamo l’assurdità di inviare due soli verificatori a controllare autobus che nelle ore di punta trasportano 130, 140 o addirittura 150 persone. Pensare che due lavoratori possano verificare efficacemente mezzi così affollati, gestire eventuali irregolarità, prevenire fughe, affrontare comportamenti aggressivi e garantire la propria sicurezza significa ignorare la realtà quotidiana. I lavoratori si trovano sempre più spesso a fronteggiare situazioni ingestibili: utenti che si sottraggono ai controlli, spintoni, persone che scendono forzando il passaggio o addirittura utilizzando gli sblocchi d’emergenza delle porte. È evidente che in queste condizioni il controllo diventa spesso una corsa ad ostacoli destinata a perdere efficacia e credibilità.
Non è accettabile che il problema venga giustificato ogni volta con la mancanza di personale. Se il personale non è sufficiente, allora occorre assumere, investire e riorganizzare il servizio. Non si può continuare a chiedere ai lavoratori di compensare con il proprio sacrificio personale e con l’esposizione a rischi sempre maggiori le carenze strutturali di questo settore.
La FILT CGIL chiede che siano individuati rapidamente i responsabili di questa aggressione e che vengano adottati tutti i provvedimenti necessari nei loro confronti. Chiediamo inoltre a SVT, alle istituzioni locali, al mondo della scuola di aprire immediatamente un confronto sulla sicurezza del personale viaggiante e dei verificatori.
Chiediamo inoltre a SVT di garantire la tutela legale al lavoratore e di aggiornare il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) per il riconoscimento dell’infortunio. Tale documento, oramai, deve inserire misure di prevenzione per ridurre o eliminare anche questi episodi. Perché la tutela del trasporto pubblico non può gravare esclusivamente sulle spalle dei lavoratori.
Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza con strumenti adeguati e anche con il sostegno concreto dell’azienda e delle istituzioni. La solidarietà è doverosa. Ma la solidarietà, da sola, non basta più. Servono interventi concreti prima che il prossimo episodio abbia conseguenze ancora più gravi.


