Legambiente: Il leggero miglioramento in classifica è un segnale positivo, ma servono interventi strutturali su qualità dell’aria, mobilità sostenibile e verde urbano. Fondamentale rafforzare il dialogo con la cittadinanza e le associazioni
Rovigo guadagna due posizioni nella classifica di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto annuale di Legambiente realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che analizza le prestazioni ambientali dei 106 capoluoghi di provincia italiani. La città passa dal 77° posto del 2025 al 75° del 2026, mentre il punteggio complessivo cresce leggermente, dal 48,01% al 48,58%.
Un risultato che segnala una sostanziale stabilità, più che un vero cambio di passo. Rovigo rimane infatti nella parte bassa della graduatoria nazionale, distante dalla media dei capoluoghi italiani, che nell’edizione 2026 raggiunge il 55,72%.
Il confronto tra le due edizioni restituisce una fotografia fatta di alcuni miglioramenti, ma anche di criticità persistenti. Per Legambiente, i risultati confermano la necessità di rafforzare una strategia urbana capace di integrare qualità ambientale, mobilità sostenibile, tutela del suolo e adattamento climatico, trasformando gli interventi puntuali in una programmazione strutturale e continuativa.
“Il recupero di due posizioni è un dato positivo, ma la classifica non può essere l’unico parametro con cui valutare la sostenibilità della nostra città – dichiara Caterina Nale, presidente di Legambiente Rovigo –. Occorre guardare con attenzione ai singoli indicatori, comprendere dove si registrano miglioramenti e dove, invece, persistono criticità. La qualità dell’aria, la mobilità sostenibile e la disponibilità di verde pubblico rimangono questioni centrali sulle quali è necessario investire con continuità, passando dagli obiettivi agli interventi concreti.”
Qualità dell’aria: una criticità ancora irrisolta
La qualità dell’aria continua a rappresentare uno degli elementi più problematici per Rovigo. Le concentrazioni medie registrate sono pari a 26,5 µg/m³ per il PM10, 21 µg/m³ per il PM2,5 e 20 µg/m³ per il biossido di azoto. Preoccupa anche il dato relativo all’ozono, con 51 giorni di superamento della soglia di riferimento considerata dal rapporto.
Sono valori che confermano la necessità di intervenire sulle principali fonti emissive attraverso politiche integrate: riduzione del traffico motorizzato, efficientamento energetico degli edifici, mobilità sostenibile e azioni coordinate a livello territoriale. La qualità dell’aria non può essere affrontata soltanto attraverso misure emergenziali, ma richiede una strategia strutturale.
Rifiuti: buoni risultati nella raccolta differenziata, ma attenzione alla produzione
Tra i segnali positivi emerge la riduzione della produzione di rifiuti urbani, che passa da 625 a 563 chilogrammi per abitante all’anno, con un calo di quasi il 10%. Un risultato significativo, soprattutto considerando che Rovigo partiva da livelli particolarmente elevati. La raccolta differenziata si conferma su valori importanti, pur registrando una lieve flessione dall’85% all’83,1%.
La sfida dei prossimi anni non sarà soltanto differenziare correttamente, ma ridurre la quantità complessiva di rifiuti prodotti, promuovendo il riuso, la riparazione e modelli di consumo più circolari.
Risorsa idrica: ancora elevate le perdite della rete
Anche la gestione della risorsa idrica presenta elementi di criticità. I consumi idrici domestici si attestano intorno ai 142 litri per abitante al giorno, mentre la dispersione della rete raggiunge il 35,8%.Un dato che rende prioritari gli investimenti per l’efficientamento delle infrastrutture idriche, anche in considerazione della crescente pressione esercitata dalla crisi climatica sulla disponibilità d’acqua.
Verde urbano: servono più alberi e spazi verdi realmente accessibili
Un’attenzione particolare deve essere riservata anche alla tutela del verde urbano e del suolo, elementi essenziali per affrontare le temperature estive sempre più elevate e gli eventi meteorologici estremi. Il patrimonio arboreo, le aree verdi e gli spazi permeabili rappresentano infrastrutture ambientali fondamentali, che richiedono investimenti e una gestione programmata.
La dotazione di alberi rimane limitata, con circa 7 alberi ogni 100 abitanti, mentre il verde fruibile si attesta a 26,1 metri quadrati per abitante.
Legambiente richiama quindi l’importanza di una strategia per il verde urbano che preveda la tutela delle alberature esistenti, nuove piantumazioni, manutenzione adeguata e una maggiore accessibilità degli spazi verdi, soprattutto nei quartieri che ne sono meno dotati.
Mobilità: migliorano le infrastrutture ciclabili, ma il trasporto pubblico resta debole
La mobilità continua a rappresentare uno degli ambiti sui quali Rovigo deve investire maggiormente. Il tasso di motorizzazione passa da 71 a 72 automobili ogni 100 abitanti, confermando una forte dipendenza dall’auto privata.
Per una città delle dimensioni di Rovigo, caratterizzata da distanze urbane relativamente contenute, esistono importanti opportunità per rafforzare la mobilità ciclabile e pedonale, migliorare la sicurezza stradale e rendere più attrattivo il trasporto pubblico. Non si tratta soltanto di ridurre le emissioni, ma di recuperare spazio pubblico, migliorare la vivibilità dei quartieri e offrire alternative di spostamento accessibili.
Sul fronte della mobilità, le infrastrutture per la ciclabilità raggiungono 18,6 metri equivalenti ogni 100 abitanti. Il trasporto pubblico continua invece a presentare numeri contenuti, con circa 10,4 viaggi per abitante all’anno e un’offerta pari a 15,8 vetture-km per abitante.
Questi indicatori evidenziano la necessità di costruire un sistema di mobilità più equilibrato, capace di offrire alternative concrete all’utilizzo dell’automobile privata. Occorre investire nel trasporto pubblico, completare e mettere in sicurezza la rete ciclabile, migliorare i collegamenti tra quartieri e frazioni e restituire maggiore spazio a pedoni e biciclette.



