Il testo che verrà presentato mercoledì 6 novembre alle ore 17.30, a Palazzo Cezza a Rovigo è un testo originale, singolare, perché, attraverso episodi concreti, mette in rilievo i comportamenti scorretti degli alunni e le manchevolezze della scuola, ma nello stesso tempo avanza precise, e a volte inedite e coraggiose, proposte per contrastare i mali della scuola.
Spesso di discute di scuole, di riforme, di carenze, della indisciplina degli studenti, di qualche buon risultato, ma raramente si va al cuore del problema, e ci si chiede quale sia il senso, l’obiettivo di fondo della scuola. E’ ciò che cerca di fare il libro di Antonio Giolo “Senso della scuola, senso della vita, diario di un preside per caso”, agganciando il significato della scuola al contesto più ampio della visione della vita e della società che ispira docenti e studenti. Giolo si definisce preside per caso, perché la sua è stata una esperienza limitata nel tempo anche se intensamente vissuta. Tante sono le vicende raccontate nel testo che descrive un anno di scuola in un Istituto professionale, alcune incredibili, altre curiose, in cui emerge la capacità di molti docenti di gestire le classi, di coinvolgere i ragazzi, ma anche la scarsa preparazione di altri insegnanti impotenti di fronte a classi problematiche e a ragazzi difficili. La convinzione dell’autore è che la scuola la facciano soprattutto gli insegnanti, nel bene e nel male. Scrive l’autore, “Quando ( tu insegnante) sei in classe, soprattutto alle superiori, sei nudo. Ti trovi di fronte 20, 25, e, se va male, a 30, ragazzi pronti a sfidarti, a ignorarti, a fare muro ogni volta che chiedi loro di fare fatica, soprattutto se, nel chiedere loro la fatica, non sai motivarli, convincerli, sedurli”. Molti professori, perciò potranno riconoscersi in questa sfida quotidiana in cui sono provocati a dare il meglio di sé e nel libro potranno rivivere situazioni analoghe a quelle sperimentate in classe, e trovare o motivi di conforto o indicazioni per superare situazioni impegnative e di profondo disagio. Una appendice tratta proprio il tema cruciale della motivazione, che è una chiave decisiva per il successo sia per i docenti che per gli studenti. Il testo è arricchito, oltre che da una introduzione dell’autore, dalla prefazione di Brunetto Salvarani, autore di molti testi di argomento religioso ma anche appassionato di fumetto, di musica e in particolare di cantautori, e dalla postfazione di Alberto De Toni, già docente di Ingegneria Economico Gestionale, poi Rettore dell’Università di Udine, ed attualmente sindaco della stessa città.
L’incontro vedrà, dopo il saluto del Vicepresidente della Fondazione Cariparo, Giuseppe Toffoli, l’introduzione di Antonio Lodo e la discussione del testo con l’autore da parte di Lorenza Fogagnolo, dirigente dell’Istituto “Cipriani-Colombo” di Adria; infine Raffaele Peretto leggerà alcune pagine del volume.



