uccesso e tripudio per l’ultimo concerto del Festival antichi organi del Polesine, andato in scena ieri sera, 29 dicembre, al Tempio La Rotonda di Rovigo, salutato anche dalle riprese di Rai 3. Davanti ad una platea di 200 spettatori, il direttore artistico Nicola Cittadin ha tracciato alcune pillole di storia dell’organo Gaetano Callido, opera 34 del più celebre costruttore della Scuola veneta, realizzato nel 1767 come terzo strumento del Tempio, laddove si svolgeva un’intensa attività liturgica, che risulta dagli archivi storici in cui si possono ancora leggere i pagamenti ai musicisti e cantori all’epoca stipendiati.
In scena, per la prima volta alla Rotonda, si è esibito un duo d’eccezione, organo-flauto, con i maestri veneziani Nicolò Sari alla consolle, ed Enzo Caroli, uno dei flautisti più rilevanti a livello nazionale, conosciuto anche all’estero.
Il programma musicale presentava brani tipici del periodo natalizio, ispirati alla tradizione pastorale, con apertura e chiusura lasciati al genio di Antonio Vivaldi per mettere in luce le timbriche del Callido, piccolo ma duttile, ed il volo del flauto. Quindi, di Antonio Vivaldi (1678-1741), la Sonata n. 6 in Sol minore ed il Concerto in Re maggiore “Il cardellino” op 10 n 3. Quest’ultimo uno sfavillante cinguettio, in cui Enzo Caroli si è prodotto in un virtuosismo dietro l’altro, tracciando quasi nell’aria le volute dell’uccellino.
Nel mezzo, i due classici: “Introduzione e pastorale” di Bernardo Pasquini (1637-1710) e la Pastorella Bwv 590 di Johann Sebastian Bach, in cui i due strumenti hanno cantato insieme con grande intesa ed intensità. Una novità da ascoltare: tre brani di Georg Friedrich Händel (1685-1759) originariamente composti per orologio meccanico. L’orologio meccanico era un congegno costituito da un orologio combinato con un piccolo organo, che ad un’ora predeterminata attivava un rullo dentato sul quale era inciso il brano da riprodurre automaticamente. Ebbe una gran diffusione nel tardo Settecento in Germania ed era solitamente destinato ad una clientela d’alta classe, ricca e culturalmente elevata. Il maestro Sari con tocco sicuro ha diretto il Callido lungo lo spartito per 45 minuti passati in un baleno. Il maestro Caroli ha aggiunto la sua espressività, la sua melodiosa armonia, arrotondando naturalmente i suoni senza caricare. Un piacere per le orecchie del pubblico che ha tributato lunghi applausi scroscianti ed infiniti, in un esultazione di gioia di tutta La Rotonda, con i suoi teleri barocchi.
Il Festival Antichi organi del Polesine, XXI edizione, è organizzato da Asolo musica Veneto musica col contributo di Mic e Regione Veneto, ha il patrocinio delle due Diocesi di Adria Rovigo e di Chioggia e della Provincia di Rovigo e la preziosa partnership dei Comuni di Giacciano con Baruchella, Lendinara, Loreo, Porto Tolle e Rovigo. Per il concerto della Rotonda, la collaborazione del Sindacato del Tempio, diretto da Adriano Mazzetti. La direzione artistica è del maestro Nicola Cittadin, docente d’organo al Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto.



