Mercoledì 08 aprile 2026 presso la sala Cordella ad Adria daremo inizio al primo ciclo di conferenze riguardanti le madri costituenti. E’ stato naturale per noi iniziare il ciclo con Lina Merlin perché, come ricorda Sante Tugnolo, Lina è stata parte del Polesine e particolarmente della comunità adriese.
Sante Tugnolo nel suo libro “I GIORNI DELL’ACQUA” ricorda così Lina Merlin durante l’alluvione del 1951: “ Per quanto attiene alla citazione della Prof. Merlin, deputata e poi senatrice del collegio di Adria mi è sembrato doveroso farlo, perché sono stato al suo fianco fisicamente e moralmente in quei giorni drammatici; ella ha concorso, non poco, nell’opera morale e materiale di aiuto alla popolazione adriese con vero spirito di abnegazione. Come durante tutto il periodo del suo mandato parlamentare, in questa purtroppo tragica circostanza, ha voluto essere frequentemente presente nel suo collegio elettorale, meritandosi non solo la stima degli elettori socialisti che l’avevano eletta, ma dell’intera comunità adriese.”
Lina Merlin, all’anagrafe Angelina Merlin (Pozzonovo, 15 ottobre 1887 – Padova, 16 agosto 1979) è stata una politica e insegnante italiana, una delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente e la prima donna a essere eletta al Senato della Repubblica. Il suo nome è legato alla legge 20 febbraio 1958, n. 75 – conosciuta come Legge Merlin – con cui venne vietato lo sfruttamento della prostituzione. Originaria di Chioggia, era figlia di Giustina Poli, insegnante, e Fruttuoso Merlin, segretario comunale a Pozzonovo. Visse a Chioggia per tutta l’infanzia e la giovinezza.
Nel 1919 un amico la invita a far parte del movimento fascista ma Lina Merlin si sente attratta invece dagli ideali del socialismo che ritiene più vicini alla sua mentalità e alla sua morale.
Si iscrive perciò al Partito Socialista Italiano e collabora con il deputato socialista Giacomo Matteotti.
Quando, nel 1925, dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, Mussolini consolida il suo potere, il destino di Angelina Merlin è ormai segnato. In meno di ventiquattro mesi viene arrestata cinque volte.
In seguito alla scoperta del complotto per attentare alla vita del duce da parte di Tito Zaniboni, il suo nome viene iscritto nell’elenco dei “sovversivi” affisso nelle strade di Padova. Lina Merlin quindi si trasferisce a Milano, dove pensa sia più difficile essere rintracciata. Lì comincia a collaborare con Filippo Turati, ma viene arrestata e condannata a cinque anni di confino, in Sardegna.
Tornata a Milano nel 1930, durante una riunione clandestina incontra il medico ed ex deputato socialista di Rovigo Dante Gallani, che rimane colpito dalla sua eloquenza. Si sposano nel 1932, ma appena quattro anni dopo lui muore. Vogliamo ricordare la storica Sezione del PSI di Adria dedicata a Dante Gallani. Dante Gallani e infatti una figura storica del socialismo locale nel Polesine e rappresentativo della memoria politica socialista della zona di Adria. Rimasta vedova a 49 anni, prende parte alla Resistenza, donando ai partigiani la strumentazione medica e i libri del marito e raccogliendo fondi e vestiario per i partigiani.
Dopo la fine della guerra Merlin si trasferisce a Roma alla direzione nazionale del PSI. Nel 1946 viene eletta all’Assemblea Costituente.
I suoi interventi nel dibattito costituzionale, quale membro della “Commissione dei 75“, risulteranno determinanti per la tutela dei diritti delle donne, e lasceranno un segno indelebile nella Carta Costituzionale. A lei si devono infatti le parole dell’articolo 3: “Tutti i cittadini…sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso“, con le quali veniva posta la base giuridica per il raggiungimento della piena parità di diritti tra uomo e donna, che fu sempre l’obiettivo principale della sua attività politica. È inoltre degna di nota l’opera di mediazione da lei esercitata tra opinioni contrapposte riguardo alla stesura dell’articolo 40, concernente il diritto di sciopero, proponendo una formulazione analoga a quella presente nel preambolo della Costituzione della IV repubblica francese.
Candidata dal PSI nel collegio di Rovigo, viene eletta al Senato della Repubblica il 18 aprile del 1948. Fin dai primi giorni della sua attività parlamentare dedica tutti i suoi sforzi al miglioramento della condizione femminile in Italia e allo stanziamento di risorse per lo sviluppo dell’area del Polesine, che il 14 novembre del 1951 verrà devastata da una catastrofica alluvione che causerà 84 morti e più di 180.000 senzatetto.
Nel1961 le venne fatto sapere che il partito non intendeva ripresentare la sua candidatura nel collegio di Rovigo, dov’era stata rieletta al Senato nel 1953 e alla Camera dei deputati nel 1958, e lei reagì strappando la tessera. Nel suo discorso di commiato dichiarò che le idee sono sì importanti, ma camminano con i piedi degli uomini, e che lei non ne poteva più di «fascisti rilegittimati, analfabeti politici e servitorelli dello stalinismo».
La socialista Merlin fu una convinta antidivorzista perché considerava il provvedimento non idoneo a garantire gli interessi delle donne; a 87 anni fece parte del comitato promotore del referendum abrogativo della legge che nel 1970 introdusse in Italia il divorzio.
Morì a Padova il 10 agosto 1979 a due mesi dai suoi 92 anni. Cremata e tumulata nel cimitero monumentale di Milano, nel 2013 le sue ceneri sono state traslate in un loculo della cripta del Famedio, zona del medesimo cimitero destinata a personaggi illustri.
Il Ciclo riguardante le Madri costituenti terminerà a marzo 2027 con le celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna. Alcune delle 21 donne dell’Assemblea Costituente alle quali dedicheremo una conferenza saranno: Nilde Iotti, Maria Federici, Teresa Mattei e Teresa Noce.


