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Celebrate la Giornata del donatore di sangue e del donatore di organi

Tanti giovani, prima alla Rotonda, poi in corteo lungo le vie del centro e quindi nell’aula magna “Costato” del Cur a palazzo Angeli, dove volontari del dono e autorità locali hanno partecipato alla consegna di diplomi e benemerenze, sono stati protagonisti della Festa dei donatori delle Avis e Aido comunali di Rovigo, che sabato è tornata a testimoniare l’importanza della solidarietà e della cittadinanza attiva.
Insieme alle associazioni di Ferrara unite dal patto di gemellaggio del 2021, le Avis e Aido del capoluogo polesano hanno raccontato i segni tangibili degli esempi di volontariato che trasforma la solidarietà in cura, anche attraverso gli interventi di Sara Simeoni e Francesco Chiavilli, presidenti rispettivamente di Avis comunale e Avis provinciale, e con le parole di Mirko Bernardinello, il primo paziente al mondo a ricevere un trapianto di cuore da donatore a cuore fermo.
«L’integrazione tra il volontariato e i servizi sociosanitari è uno degli elementi di forza della Sanità in Veneto, regione con propensione spiccata al volontariato e alla donazione. Tutto ciò nasce dai valori profondi di comunità e dal lavoro quotidiano di tante persone, nei piccoli e grandi centri del Polesine e della comunità veneta: un impegno da rinnovare continuamente per gli obiettivi di donazione», ha detto il consigliere regionale Cristiano Corazzari.
«Quando si parla di volontariato e donazione si parla della parte più bella della nostra comunità. Bisogna fare squadra per la donazione del sangue e degli organi, e c’è la necessità di andare nelle scuole e coinvolgere i giovani, per i piccoli gesti che non costano nulla e che fanno grandi cose», ha aggiunto il sindaco di Rovigo, Valeria Cittadin.
«Ringrazio i donatori: ogni giorno salvano persone e fanno riflettere sul significato della parola donare», ha detto il vice presidente della Provincia, Edo Lubian.
Monica Navaro, responsabile dell’Unità operativa semplice di qualità, autorizzazione e accreditamento dell’Ulss 5 polesana, ha testimoniato l’esperienza dei “giorni sospesi” di chi attende un trapianto, e dei giorni che cambiano la vita con la generosità di donare: «Penso a quante cose, ad esempio, si possono fare con una sacca di sangue: siero derivati, siero collirio, i preparati piastrinici per la chirurgia articolare. Il Polesine è generoso: è un mondo che dona anche fuori dai confini provinciali, quest’estate anche in Puglia e Campania».
«Aido e Avis viaggiano insieme perché un trapianto non si può fare senza sangue. Occorre avere consapevolezza del valore di donare gli organi: promuovere la cultura del dono significa informare e costruire una comunità fondata sulla cura», ha ricordato Paola Pisani per l’Aido comunale di Rovigo, affiancata dal presidente provinciale Aido di Rovigo, Camillo Mischiari. «Il Polesine ha circa 13 mila potenziali donatori – ha concluso Mischiari -, ma nonostante questo abbiamo 8.500 persone in attesa di trapianto in Italia. E in Veneto è nato un nuovo Comune: si chiama “Aspettando un dono” e conta circa 1.200 persone, in attesa di trapianto».
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