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Centrale Nucleare a Porto Tolle? Il no di Rifondazione

Rifondazione Comunista, per voce dei tre candidati  polesani Brusco, Cestari e Verza, esprime la propria ferma e convinta opposizione all’ipotesi, ventilata nei giorni scorsi, che la centrale di Polesine Camerini possa essere riconvertita in una centrale nucleare.
Una prospettiva che riteniamo inaccettabile, pericolosa e profondamente irrispettosa della vocazione naturale e turistica del Delta del Po.

Il Governo ha avviato una strategia nazionale per il ritorno al nucleare entro il 2030. Nonostante le smentite del sindaco di Porto Tolle, riteniamo doveroso non abbassare la guardia e prendere posizione già da ora, affinché il nostro territorio non venga nemmeno preso in considerazione come sito di valutazione.

Rifondazione Comunista è stata protagonista, in prima linea, della battaglia politico-istituzionale contro la centrale a carbone “pulito” che ENEL e altri partiti volevano imporre a Porto Tolle.
Quella centrale non è stata realizzata, grazie alla mobilitazione popolare e alla determinazione di chi ha difeso il territorio.

Oggi, con la stessa determinazione, diciamo NO al nucleare nel Delta del Po.
Questa terra non è una zona di sacrificio, ma un patrimonio ambientale unico, da tutelare e valorizzare.

Proponiamo che l’area dell’ex centrale venga riconvertita in una zona turistica e naturalistica compatibile con l’ecosistema straordinario del Delta.
Un progetto che generi lavoro, cultura, accoglienza e sostenibilità, in armonia con la bellezza e la fragilità del nostro paesaggio.

A gran voce i tre candidati di Rifondazione comunista della provincia di Rovigo.
Guglielmo Brusco
Luisa Cestari
Francesco Verza

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