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CHIARIMENTI PER I MALATI DI ALZHEIMER

Pubblichiamo una lettera aperta di Guglielmo Brusco sul tema dei malati di Alzheimer e dei loro famigliari presso la casa di Riposo di Badia Polesine.

Con Delibera n. 1534 del 31 Dicembre 2024, Il D.G. Pietro Girardi, ha tradotto in pratica quanto previsto dalla Regione per l’introduzione di meccanismi “budgetari” per i Centri Servizi che assistono persone anziane non autosufficienti, al fine di garantire l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, riferiti alla residenzialità extra-ospedaliera.

Per me, non è ancora possibile valutare se e quanto questa introduzione sarà utile e per chi. Sarà utile per chi ha bisogno del ricovero in strutture residenziali, ai loro famigliari, alle Case di Riposo pubbliche o sarà un provvedimento ulteriormente favorevole per i Centri Servizi in mano privata?

Ma, una cosa da chiarire subito, almeno per le mie modeste capacità tecniche in materia, riguarda quanto è stato previsto da Girardi,  per la Casa di Riposo di Badia Polesine. Scusandomi per il disturbo, mi permetto di porre alcune domande:

  • La conversione delle “Sezioni ad Alta Protezione Alzheimer” in Unità di Offerta a quota unica per anziani non autosufficienti, vuol dire che il Centro Servizi di Badia non avrà più “Ricoverati Alzheimer”?
  • Se invece potrà avere ancora “Ricoverati Alzheimer”, vuol dire che al posto di 92 euro al giorno per ricoverato Alzheimer, la Casa del Sorriso ne riceverà solo 52? E chi pagherà la differenza di 40 euro al giorno? I famigliari o il bilancio della Casa del Sorriso?

Spero che per chiarire questi aspetti, il Dr. Girardi sia così gentile da spiegarci cosa vuol dire questo cambiamento per le persone ammalate di Alzheimer, per le loro famiglie e magari anche per la Casa di Riposo di Badia Polesine. E, se è possibile, vorrei anche sapere come fa un Centro Servizi polesano,  adeguarsi  dall’1 Gennaio 2025, ai contenuti di una Delibera del Direttore Generale dell’ULSS 5, emanata il 31 Dicembre 2024!!!!

Intanto mi permetto di chiedere alla Regione, se per i malati di Alzheimer ricoverati in Centri Servizi pubblici o convenzionati,  come previsto dalla legge e confermato da tante sentenze di Tribunali e Corti, il Servizio Sanitario Veneto, paga completamente  la loro  “retta” .

E, ai sindaci polesani chiedo, se, come previsto dall’art. 6  c. 4 della Legge 328/2000, i loro comuni pagano le eventuali  integrazioni di retta delle persone non autosufficienti ricoverate nei posti letto specifici, oppure se lasciano che a pagare tali pesantissime integrazioni siano ingiustamente,  i famigliari delle persone non autosufficienti ricoverati.

Trecenta, 14 gennaio 2025                Brusco Guglielmo PRC – Sanità Polesana

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