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CISL: Supermercati ROSSETTO. Stato di agitazione

Prosegue lo stato di agitazione nei supermercati Rossetto. A seguito del coordinamento nazionale unitario con le strutture territoriali e le rappresentanze sindacali di Rossetto Group svolto a dicembre, è stato proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente, con immediata sospensione di straordinari, supplementari e flessibilità orarie. “La decisione si era resa necessaria a fronte della comunicazione aziendale con la quale Rossetto Group aveva dichiarato la propria indisponibilità a proseguire il confronto per l’apertura della contrattazione di secondo livello e per la discussione dei temi contenuti nella piattaforma unitaria presentata dalle Organizzazioni Sindacali nazionali, elaborata e condivisa con le lavoratrici e lavoratori. Al contempo permangono trattamenti e condizioni non omogenei tra punti vendita e reparti. L’azienda è stata invitata a rivedere la posizione assunta e a ripristinare un percorso di confronto strutturato e complessivo, volto a garantire condizioni omogenee trasparenti per tutte le lavoratrici e i lavoratori del gruppo”. Così Matteo Breda, Segretario Generale Fisascat Cisl Padova Rovigo, definisce la situazione in corso e prosegue: ”Quasi per scongiurare possibili fastidi organizzativi, la proprietà, alcuni giorni prima delle festività, ha dato finalmente la possibilità ai propri dipendenti di attivare, come previsto dal CCNL del Commercio, il fondo sanitario contrattuale e l’Ente Bilaterale del Terziario. Tale decisione arriva dopo oltre due anni da quando è stata richiamata l’attenzione sulla mancata attivazione di Fondo Est e dell’Ente Bilaterale del Terziario da parte di Rossetto, che di fatto ha impedito ai lavoratori del gruppo di accedere a prestazioni mediche tramite strutture convenzionate pubbliche e private, rimborso dei ticket, richieste di sussidi e la partecipazione a corsi di formazione gratuiti”.

David Lazzaretto, delegato sindacale Fisascat all’interno del Punto Vendita di Via Frà Paolo Sarpi, aggiunge: ”Lavoro in questa azienda da alcuni anni e posso affermare con assoluta certezza che sono due i problemi più evidenti e importanti che è opportuno segnalare. Il primo è la gestione degli orari, la richiesta di flessibilità costante, la mancata programmazione della turnazione con un congruo anticipo, impediscono una adeguata conciliazione vita lavoro il cui effetto è il massiccio turn over al quale quotidianamente assistiamo. Per non parlare poi dei turni spezzati per i full time, che di fatto impegnano più di undici ore per lavorarne sei e mezzo. Il secondo problema è la mancata valorizzazione dei lavoratori come un bene imprescindibile, che rischia di creare un clima aziendale sempre meno auspicabile e attrattivo e questo nuoce certamente a tutti!”. Relativamente a questo punto, Margherita Gottardo Donadello, altra delegata Fisascat, prosegue: ”Ci auguriamo che l’azienda accolga le nostre segnalazioni e ne colga la bontà, contribuisca a favorire un ambiente di lavoro positivo, sereno e stimolante. Un buon equilibrio tra lavoro e vita privata è fondamentale per riuscire ad attrarre e trattenere le lavoratrici e i lavoratori”.

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