Avanzo di bilancio da 5 milioni: una “eredità” che questa Amministrazione Comunale decide, tutta da sola, senza un confronto, di “consumare” in pochi mesi per urgenze e spese anche non necessarie, mancando di visione e coraggio per il futuro della città.
È vero che ognuno di noi spenderebbe quei 5 milioni in modo diverso. Ma è proprio per questo che non possiamo che dirci delusi dal modo in cui si è scelto di destinarli.
Se la politica di sviluppo e di prospettiva sono gli eventi, per rendere la città più attrattiva, o alcuni interventi di manutenzione, ma non il sostegno alla casa, alla residenzialità, al lavoro, alla cultura, all’innovazione e coesione sociale, noi non condividiamo e per questo abbiamo deciso di non approvare questa manovra. Dopo un anno e mezzo dall’insediamento di questa Amministrazione, è scaduto il tempo delle giustificazioni adducendo a ciò che non è stato fatto in passato e che ci sono troppe cose lasciate indietro da chi ha governato precedentemente. Il programma e le promesse elettorali sulle quali i cittadini hanno dato fiducia adesso chiedono di essere trasformati in progetti e realizzazioni, oltretutto ora che le risorse ci sarebbero.
Il sociale si ferma a circa il 5% del totale dell’avanzo, giovani, sostenibilità e innovazione sono assenti, la cultura resta insufficiente, le frazioni restano le “cenerentole”. È una destinazione di bilancio che gestisce l’ordinario, senza ambizione, che non riscontra partnership con altri enti che permetterebbero di moltiplicare l’ampiezza delle risorse economiche per un territorio come il nostro che ha bisogno di progetti di ampio respiro. E quanto rimane ancora da spendere per le varie iniziative del PNRR ne sono sono una testimonianza.
Riteniamo grave e irrispettosa anche la scelta di non discutere gli emendamenti presentati dalla minoranza consigliare, senza considerarne almeno uno; un segnale che svilisce il ruolo del Consiglio e il confronto democratico all’interno di esso.
Come gruppo consiliare della Lista Civica per Rovigo continueremo a sostenere una visione di città che sappia guardare oltre il presente, non una “Rovigo da bere” ma realmente vivibile, capace di attrarre e trattenere soprattutto le nuove generazioni.



