In concomitanza con lo storico avvio delle udienze alla Corte Penale Internazionale (CPI) dell’Aia, diverse associazioni del Polesine hanno fatto sentire la propria voce. Nella giornata di ieri, martedì 19 maggio, si è tenuto un presidio davanti al Cantiere Navale Vittoria di Adria, identificato come il luogo simbolo locale delle responsabilità e delle complicità nelle politiche di respingimento e supporto alle milizie libiche.
L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di rappresentanti di Mediterranea Saving Humans, Sinistra Italiana, Emmaus, ANPI Ficarolo e di cittadini di Adria e Rovigo, uniti per rompere il silenzio sulle sistematiche violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo.
Il contesto internazionale: una svolta storica all’Aia
Tra il 19 e il 21 maggio si tiene alla CPI l’udienza preliminare contro Khaled Mohamed Ali El-Hishri, noto come Al-Buti. Si tratta di un alto dirigente della milizia libica RADA/SDF, nonché socio del criminale Almasri, che il governo italiano ha riportato in Libia nonostante i mandati di cattura internazionali.
La rilevanza del processo:
È la prima volta dall’avvio delle indagini della CPI sulla situazione in Libia che un indagato delle milizie arriva alla fase dell’udienza preliminare. El-Hishri è accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nella prigione di Mitiga tra il 2014 e il 2020.
La scelta di manifestare davanti al Cantiere Navale Vittoria di Adria risponde alla volontà di accendere un faro sulle responsabilità precise, anche europee e italiane, che hanno reso e rendono possibile la persistenza di questi crimini attraverso accordi e forniture logistiche.
“Le violenze del sistema detentivo libico chiamano in causa scelte che passano anche da casa nostra. Rompere il silenzio significa chiedere l’interruzione immediata di ogni complicità con chi si macchia di crimini contro l’umanità.”