Riceviamo da Dina Merlo, già assessore all’ambiente della Giunta Gaffeo, una nota sul tema dell’inquinamento atmosferico, collegata alla programmazione delle domeniche ecologiche da parte della Regione Veneto, ma anche alle sanzioni, comminate dalla UE, che l’Italia ed il Veneto dovranno pagare a seguito del mancato intervento in tema di protezione della salute dei cittadini.
La programmazione delle domeniche ecologiche 2024-25 prevede per questo inverno una notevole riduzione delle zone interdette al traffico rispetto agli anni scorsi, al punto tale da snaturarne la funzionalità. Le domeniche senza auto rappresentano, infatti, un modo per sensibilizzare i cittadini ad una mobilità più sostenibile e anche per avere una sosta nelle emissioni degli auto veicoli nel periodo di massimo inquinamento.
L’amministrazione comunale di Rovigo ricorda che queste domeniche sono un obbligo imposto dalla Regione, ma dimentica di ricordare che questo impegno è stato rinnovato e reso più cogente a seguito di una Delibera regionale sulle “Misure straordinarie per la qualità dell’aria” n.238 del 2 marzo 2021 successiva alla condanna dell’Italia da parte della Corte di giustizia europea per non avere contrastato l’inquinamento atmosferico nelle regioni del Nord Italia.
Se i livelli di superamento delle emissioni, in particolare di polveri sottili, non si ridurrà, a seguito di questa condanna verranno applicate delle pesanti sanzioni economiche, che secondo le stime della Regione potrebbero gravare sul Veneto per un importo stimato di circa 400-600 milioni di euro, che saranno coperti a cascata dagli enti territoriali, regioni, province e comuni.
L’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto Gianpaolo E. Bottacin nella stessa delibera regionale riporta quanto segue. “La Corte di giustizia dell’Unione europea con sentenza del 10 novembre 2020 ha dichiarato che l’Italia, con specifico riferimento al materiale particolato PM10, è venuta meno all’obbligo della direttiva 2008/50 di far sì che i piani per la qualità dell’aria prevedano misure appropriate affinché il periodo di superamento dei valori limite sia il più breve possibile. Obiettivo della direttiva 2008/50/CE è di mantenere e migliorare lo stato della qualità dell’aria per salvaguardare la salute della popolazione, della vegetazione e degli ecosistemi nel loro complesso. Pertanto, nel rispetto delle finalità della direttiva medesima risulta fondamentale l’individuazione e l’attuazione di misure efficaci per la riduzione delle emissioni.” L’Assessore regionale stesso in diverse occasioni pubbliche ha ribadito che in caso di sanzioni saranno chiamati a contribuire con lo Stato e con le Regioni anche i Comuni, in modo proporzionale agli interventi di salvaguardia messi in atto.
Da un esame dell’andamento dei livelli di inquinamento rilevati da Arpav, nel 2023 i giorni di superamento di superamento del limite massimo di inquinamento sono stati 55, nel 2022 erano 65 e nel 2021 erano stati 53, a fronte di un valore limite di 35 giorni consentiti. Se andiamo a confrontare questi valori con anni precedenti, in cui gli sforamenti erano anche superiori a 100 giorni, si può verificare che c’è stato un miglioramento, ma senza ulteriori impegni non abbiamo ancora la prospettiva di rientrare nei limiti europei.
Inoltre ai primi di ottobre è stata approvata, anche con il voto dell’Italia, una nuova Direttiva UE sulla qualità dell’aria che stabilisce standard aggiornati sulla qualità dell’aria in tutta l’UE da realizzare entro il 2030, riferiti a tutti i limiti di sostanze inquinanti e che sono più allineati con le indicazioni sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). In particolare per quanto riguarda le PM10 la Direttiva prevede che i giorni di possibili superamenti siano ridotti a 18, cioè dimezzati rispetto agli attuali 35. Tali limiti sono dettati dalla necessità di ridurre e prevenire malattie respiratorie e circolatorie che ormai è accertato che sono favorite in condizioni di inquinamento atmosferico elevato. Tra l’altro in provincia di Rovigo i livelli di malattie di tipo cardio circolatorio, ma anche i tumori, sono molto superiori rispetto al resto della regione e anche ai dati nazionali. La Direttiva prevede anche che in particolari condizioni climatiche e geografiche, come la Pianura padana, il raggiungimento dei nuovi limiti possa essere posticipato di qualche anno, rispetto al 2030.
Queste nuove norme hanno l’obiettivo di realizzare nella UE inquinamento zero entro il 2050 e aiuteranno a prevenire morti premature dovute all’inquinamento atmosferico. La Direttiva prevede, inoltre, che i cittadini dell’UE potranno chiedere e ottenere un risarcimento per i danni alla loro salute nei casi in cui le norme dell’UE sulla qualità dell’aria non vengono rispettate, come peraltro è già successo con alcune cause aperte da gruppi di cittadini contro alcuni sindaci del Nord Italia.
E’ evidente che siamo di fronte alla necessità e urgenza di attuare azioni di riduzione degli inquinanti, per rientrare al più presto negli attuali limiti, per garantire un miglioramento dei livelli di salubrità dell’aria ed evitare pesanti sanzioni economiche. Non è più possibile rinviare o peggio sottovalutare questi problemi e questi impegni. A tal fine occorre valorizzare e implementare anche le iniziative delle domeniche ecologiche, perseguire un sistema produttivo a basso impatto ambientale e mettere in atto azioni di transizione ecologica come efficientamenti energetici, maggiore uso delle energie rinnovabili, elettrificazione del trasporto pubblico locale e promozione della mobilità sostenibile.



