L’Amministrazione Comunale che ha convocato l’incontro per spiegare alla cittadinanza la consistenza del progetto FIR si è fatta scudo dell’azienda la quale ha riproposto le stesse argomentazioni del giugno scorso. Un lunghissimo intervento che ha lasciato poco spazio al contradditorio, davanti a circa 500 cittadini presenti.
Molti gli amministratori del Comune di Rovigo presenti nello spazio dell’ex festa dell’Unità di Borsea, fra cui molti consiglieri di minoranza.
Il primo a prendere la parola è stato l’avv. Tosini che ha snocciolato una serie di interrogativi: il quantitativo totale di prodotto inquinante, l’effettivo numero di posti di lavoro, le valutazioni circa l’impatto sulla salute pubblica fatta da un ente terzo, l’impatto ambientate complessivo dell’area, tenuto conto dei due insediamenti già presenti di cui una fonderia.
Il tema è stato ripreso grazie all’incalzare di un rappresentante del comitato No FIR che ha snocciolato i dati del superamento dei limiti di PM10 negli anni precedenti. Lo stesso è stato pesantemente redarguito dal moderatore in nome dell’educazione.
Il consigliere Masin, del Forum dei Cittadini, ha annunciato una interrogazione urgente volta a far prendere posizione alla Sindaca. In seguito alla dichiarazione della Provincia di Rovigo, infatti, che ha individuato l’attività FIR come insalubre, secondo il consigliere è in capo alla Sindaca, come autorità sanitaria, dichiarare l’insediamento insalubre di tipo A o di tipo B, con conseguenze sulla compatibilità territoriale. Masin interrogherà la prima cittadina sulla sua la volontà di far valere o meno il ruolo che le è conferito.
Si vociferava che la Sindaca non sarebbe intervenuta ed invece – come un deus ex machina – si è alzata in piedi ed ha ripetuto lo stesso copione usato negli incontri relativi agli insediamenti pericolosi precedenti – come ha rilavato anche la consigliera Dina Merlo – “parola ai tecnici, io non decido”, dopo aver tentato di mandare tutto in caciara accusando i presenti di maleducazione.
Il ricatto dei posti di lavoro è stato evidenziato sia dalla consigliera della Civica per Rovigo Biasin che dal breve intervento consentito alla rappresentante del Comitato No FIR, Elena Cabria, a cui è stato dato poco spazio nel dibattito, colpevole il moderatore che di fatto ha assunto un ruolo compiacente rispetto ai promotori dell’impianto.
La rappresentato ha evidenziato le contraddizioni di un progetto che l’azienda ha giustificato come refusi, ed ha rilevato come, secondo un medico esperto: Edoardo Baio, la formaldeide che verrebbe utilizzata per la produzione potrebbe essere cancerogena, anche in basse quantità. Dubbi anche sulle modalità e la periodicità con cui verranno effettuate la valutazione delle emissioni.
Di fronte dell’incalzare del pubblico la sindaca, alzandosi in piedi, come il personaggio Loke nella vecchia trasmissione comica Avanzi di Serena Dandini, ha detto “mi spiace devo andare” ed ha lasciato la tecnostruttura apostrofando i presenti come “maleducati”, salvo restare invece in un capannello di fedelissimi a pochi metri dalla tensostruttura.




