È inaccettabile che per mesi la direzione aziendale abbia minimizzato la situazione, parlando di difficoltà sotto controllo, salvo oggi comunicare la presenza di gravi perdite economiche per centinaia di migliaia di euro. Una crisi così profonda non può essere emersa all’improvviso: è evidente che si è scelto consapevolmente di non affrontare per tempo i problemi, evitando il confronto con le rappresentanze sindacali e nascondendo la reale portata della situazione economico/finanziaria.
Pur riconoscendo il contesto complicato, segnato dal calo degli ordinativi e dalla perdita di importanti commesse, tra cui quella di IKEA, denunciamo l’assenza di qualsiasi visione industriale. Non esiste nel comunicato stampa aziendale un piano di rilancio, né un progetto che parli di diversificazione: solo tagli al personale, come soluzione unica e immediata.
Non possiamo accettare che dopo anni di sacrifici, cassa integrazione e sospensioni, i lavoratori e le lavoratrici siano ancora una volta l’unica leva sulla quale agire per far quadrare i conti. È necessario un cambio di rotta immediato: serve un piano industriale credibile, che garantisca continuità produttiva e occupazionale per il territorio.
FIM, FIOM e UILM chiedono all’azienda trasparenza, responsabilità e un confronto vero. Non ci limiteremo a discutere di ammortizzatori sociali: vogliamo garanzie occupazionali, impegni contrattuali concreti e una strategia chiara per il futuro del sito di San Donà.
Saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in ogni fase di questa vertenza, pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per difendere l’occupazione, la dignità e il valore del lavoro.


