Un insieme di linguaggi che legano il passato al futuro, attraverso un percorso emozionale.
“Diari di scavo”, è il progetto ideato dal Museo Grandi Fiumi che, attraverso una serie di cortometraggi, realizzati da Camilla Ferrari e Alberto Gambato, porta alla luce le scoperte e le principali vicende archeologiche del Polesine, dagli ultimi decenni del Novecento fino alle indagini più recenti e aggiornate. Il progetto, che ha avuto l’autorizzazione del Ministero della Cultura, è sostenuto dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo e dalla Fondazione Rovigo Cultura.
La presentazione si è tenuta questa mattina in Pescheria Nuova, alla presenza di numerose autorità, di tanti cittadini e delle scolaresche della scuola media Parenzo e superiore “De Amicis”.
Siamo davvero orgogliosi – ha detto l’assessore alla Cultura Erika De Luca, che ha coordinato l’evento -, di presentare questo progetto sul quale abbiamo creduto e lavorato molto. Un progetto pensato soprattutto per i ragazzi che sono il nostro futuro e la nostra ricchezza. Oggi percorreremo un viaggio attraverso la storia la ricerca la scoperta, con un percorso che non vuole essere solo culturale ma anche di tante emozioni. Vogliamo dare un importante messaggio per fare scoprire ai nostri giovani quello che è il loro patrimonio e la loro identità culturale. Noi vorremmo un museo immersivo perché riteniamo che tutte le cose possano essere rappresentate e dette in modi diversi. Ringrazio Fondazione Banca del Monte e Fondazione Rovigo Cultura e chi ha condiviso questo progetto”.
Soddisfazione anche dal vice sindaco Andrea Bimbatti e dagli assessori regionali Cristiano Corazzari e Valeria Mantovan che hanno portato il loro saluto, sottolineando la valenza del progetto.
Cinque filmati, di circa cinque-sei minuti ciascuno, introducono la storia e i protagonisti di alcuni scavi archeologici nella provincia di Rovigo, da cui provengono i reperti esposti nelle sezioni museali. La narrazione avviene attraverso modalità evocative, emotivamente coinvolgenti, con alcune sequenze animate e musiche originali.
Nelle registrazioni sono stati coinvolti archeologi, ricercatori esperti e testimoni diretti, valorizzando le personalità che hanno contribuito a costruire l’identità del Polesine come contesto archeologico di rilevanza internazionale. Sono state, inoltre, utilizzate risorse come riproduzioni di archeologia sperimentale, documenti d’archivio, la rassegna stampa storica, fotografie d’epoca, cartografia antica e carte topografiche moderne, che a loro volta contribuiscono a comporre e alimentare il patrimonio culturale del Museo.
A tal proposito, il presidente della Fondazione Banca del Monte ha detto. “La Fondazione Banca del Monte di Rovigo è impegnata a valorizzare il territorio polesano tutto ed il suo patrimonio culturale, in cui è compreso anche quello archeologico che è molto importante per definire una identità storica sociale e culturale che trova espressione nel Museo dei Grandi Fiumi. Ciò in linea con le finalità istituzionali del nostro Ente.
Il progetto “Diari di scavo” arricchisce i contenuti del Museo cittadino, già di per sé di valore, attraverso una comunicazione più accattivante e di più facile divulgazione, in linea con le innovative politiche delle esposizioni museali. Il progetto valorizza altresì l’impegnativo lavoro di conoscenza, approfondimento e passione delle diverse figure coinvolte negli scavi archeologici richiamati nei filmati oggi presentati.
L’auspicio della Fondazione è che tale progetto dia come frutto un incremento di interesse e di visitatori del Museo quale sito suggestivo e rappresentativo della città e del Polesine.
La Fondazione Banca del Monte di Rovigo, infine, non può non apprezzare i giovani artisti rodigini Camilla Ferrari e Alberto Gambato, che hanno già ottenuto riconoscimenti in campo nazionale per gli ottimi lavori svolti, come esempio per tutti i giovani polesani di ricercare nel territorio di origine spunti di attrazione per coltivare un proprio percorso professionale.
La Fondazione auspica l’impegno di tutte le realtà polesane affinchè si adoperino per la divulgazione dei filmati anche ideando percorsi didattici sui vari temi, che la Fondazione si rende disponibile a sostenere”.
A sostenere “Diari di scavo”, anche la Fondazione Rovigo Cultura. “Questo progetto – ha detto la presidente Gianna Previati -, riguarda l’archeologia e il suo giusto ruolo, perché scavare e recuperare il tesoro che si cela sotto di noi, ci rende consapevoli del nostro passato e ci aiuta a rivalutare il presente. Auspico che la visione di questi cortometraggi risvegli in voi giovani quella scintilla che la passione verso l’arte e l’antichità possa far emergere qualche appassionato e futuro esperto”.
Cinque cortometraggi quindi, con un linguaggio innovativo per raccontare le scoperte negli anni di un Museo, fin dalla sua origine innovativo e interattivo, dove il visitatore può vivere un’esperienza di vera immersione nella storia. Esperienza che, chiunque potrà vivere anche dalla visione dei cortometraggi, fruibili in sequenza come racconto filmico di più ampio respiro, oppure singolarmente come brevi approfondimenti autoconclusivi.
Ad allietare la presentazione anche gli studenti del conservatorio F. Venezze di Rovigo.
La Pescheria Nuova rimarrà aperta durante tutto il fine settimana, con la proiezione continuativa dei filmati visibili a tutti, con i seguenti orari:
– 25.01.2025 sabato 10:00-13:00 + 16:30-20:00.
– 26.01.2025 domenica 10:00-13:00 + 16:30-18:30.
Saranno presenti i registi Camilla Ferrari e Alberto Gambato



