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Il “far west” della sosta a Rovigo

Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell’ex consigliere comunale di Rovigo Vanni Borsetto

Il giro di vite, in tema di sicurezza stradale, del Governo Meloni, sembra non attecchire a Rovigo dove la sicurezza dell’incolumità pubblica per ciclisti e pedoni, appare un opzional per la Giunta Cittadin (medesimo colore politico). Addirittura, dopo il discusso “dimissionamento” dell’Assessore della Polizia Locale, Maniezzo, il degrado aumenta. E si vede.

Può accadere infatti che il giorno del Patrono (martedì 26 novembre) rimanga il “varco” attivo in Corso del Popolo. Risultato: oltre 700 infrazioni. Chi le annullerà? vedremo.

Il resto lo fanno le soste selvagge, i pezzi di segnaletica verticale divelta, le invasioni di spartitraffico mettendo a dura prova, in alcuni casi, l’abilità di ciclisti e pedoni. Ad esempio, nel tratto finale del Corso, prima del Ponte Fonderia (zona san Bortolo), pur con adeguata segnaletica, le auto hanno “conquistato” spazi (strisce pedonali comprese) soggetti a infrazione, abbattendo parti di segnaletica verticale, invadendo aiuole spartitraffico, con buona pace dei residenti delle vie laterali (Mattioli, Calvi e F.lli Pilon, tutte chiuse a T), costretti a veri e propri slalom per non rischiare l’incolumità fisica, pur di immettersi nel traffico.

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