Un gruppo di sindaci ed amministratori di centrosinistra e di altre espressioni politiche, ha condiviso un documento che afferma la categorica volontà di non abbandonare la realizzazione, prevista e finanziata, dell’impianto di trattamento della frazione umida del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani di Ecoambiente per la produzione di biometano, già approvato dal Consiglio di Bacino e valutato positivamente dal Ministero.
“Noi firmatari non avvalleremo mai la decisione di non realizzare l’impianto e di perdere un contributo di 12.000.000 di euro e ci faremo parte attiva affinché i nostri concittadini siano pienamente informati sulla vicenda” affermano, ricordandone i motivi.
L’idea di mettere in stand-by la realizzazione dell’impianto è stata avanzata su iniziativa di Valeria Cittadin, sindaca di Rovigo, socio di maggioranza assoluta di Ecoambiente. Che risponde con una propria presa di posizione all’iniziativa dei 13 Sindaci favorevoli alla realizzazione del Piano Industriale di Ecoambiente, a suo tempo approvato all’unanimità dai 50 Sindaci polesani.
“Spiace molto essere definita “arrogante” solo per avere manifestato alcune mie (legittime) perplessità in merito al progetto proposto dalla partecipata Ecoambiente. Ricordo ai colleghi che il Comune di Rovigo è socio di maggioranza assoluta della partecipata Ecoambiente e pertanto, così come previsto dal diritto societario, deve vigilare con grande attenzione sull’operato dell’azienda” per poi continuare “Non avrebbe alcun senso investire decine di milioni di euro in un nuovo impianto, quello di digestione anaerobica e compostaggio, assumendosi il rischio concreto di aumentare le tariffe a carico dei cittadini polesani. Nutro grandissime perplessità in relazione sia alle tempistiche di esecuzione dell’investimento che al contenuto del piano economico finanziario dell’impianto.” Per arrivare infine a “sfidare” i colleghi Sindaci a sostenere, con propri fondi, i possibili rischi legati alla sua realizzazione.
Peccato che siano proprio le giravolte del Comune di Rovigo, messe in atto negli ultimi mesi, come ha chiarito lo stesso ex Amministratore delegato di Ecoambiente Tolomei, a mettere a rischio la realizzazione di un investimento finanziato in gran parte con fondi pubblici e che, se non realizzato in tal modo, comporterà in futuro costi maggiori per smaltire i medesimi rifiuti, raccolti porta a porta dai polesani, presso altri impianti, stavolta realizzati e gestiti da privati.
Una costante, questa, della Amministrazione Cittadin: favorire i privati per la realizzazione di impianti che nulla hanno a che fare con il nostro territorio, e impedire all’azienda pubblica, di proprietà dei Comuni, di chiudere il ciclo di raccolta a e smaltimento dei rifiuti prodotti dai nostri cittadini, causando l’aumento delle tariffe e la messa in difficoltà di Ecoambiente. Cui prodest (a chi giova)?



