Il tema del miglioramento della raccolta dei rifiuti, strategico a livello nazionale e regionale per motivazioni sia ambientali che economiche, vede il Comune di Rovigo in una fase di rapida transizione verso un nuovo e più efficace modello di raccolta/smaltimento, che passa attraverso l’estensione della modalità porta a porta nei quartieri e l’efficientamento della raccolta attraverso cassonetti stradali ad apertura individuale nel centro storico. Questa trasformazione rientra nel Piano provinciale d’ambito dei rifiuti del Consiglio di bacino e si estende anche alla scala provinciale.
In questi giorni è stato rilasciato il Dossier Comuni Ricicloni di Legambiente, che fotografa a livello regionale la situazione dei vari Comuni. In particolare, esso mette in evidenza come, con l’attenuarsi della crisi pandemica, vi sia stato un generale aumento della produzione deli rifiuti pro capite per effetto della ripresa delle attività economiche. Se vogliamo invertire questo trend e ridurre la produzione di rifiuti, occorre un impegno complessivo e sistemico che coinvolga il mondo della produzione e della distribuzione, oltre ad incentivare le buone pratiche da parte del singolo cittadino.
Analizzando la situazione del Comune di Rovigo riportata dal Dossier, il quale si basa su dati reali relativi al 2021 e quindi precedenti all’introduzione delle nuove modalità innovative, sulla tabella sotto riportata si può osservare il confronto con gli altri comuni capoluogo eseguito a seguito di una valutazione basata sulla percentuale di raccolta differenziata.

Si può notare che, in termini di percentuale di raccolta differenziata, dopo Treviso e Belluno, che sono già oltre l’obiettivo dell’84% previsto dalla Regione per il 2030, viene Vicenza con il 74%, e subito dopo Rovigo con il 67% , mentre dopo di noi si collocano Venezia al 65%, Padova al 61% e Verona al 55%.
Anche in termini di rifiuto secco a smaltimento, il quale costituisce la componente che determina maggiore inquinamento ambientale ed elevati costi di smaltimento, Rovigo si colloca subito dopo i primi tre comuni virtuosi, a pari valore con Venezia (214 Kg pro capite) e comunque prima di Padova e Verona.
La produzione complessiva di rifiuti rileva a Rovigo un valore alto che si colloca subito dopo quello di Vicenza, valore che dovrà essere ridotto attraverso le buone pratiche promosse dalla nuova campagna di sensibilizzazione. Tuttavia, va’ evidenziato che quel totale include anche in larga parte rifiuto differenziato che trova una destinazione di riciclo nello smaltimento.
Rovigo si trova quindi a metà della classifica regionale, ma ha un lungo lavoro da fare per riportare questi valori su livelli più idonei e l’Amministrazione comunale, insieme al Consiglio di Bacino e al Gestore Ecoambiente, ha adottato una strategia complessiva e coordinata, che vede in primo piano il rapporto di comunicazione con i cittadini.
L’obiettivo di migliorare la raccolta differenzia e ridurre l’ammontare dei rifiuti totali pro capite richiede un impegno importante da parte di tutti per realizzare gli obiettivi regionali, Amministrazione comunale, Ente di Bacino ed Ecoambiente e cittadini in veste di protagonisti, i quali già in questi primi mesi di introduzione del porta a porta nei quartieri, stanno tenendo un comportamento generalmente positivo e collaborativo. Del resto, i Comuni che hanno raggiunto i risultati migliori hanno iniziato prima ad adottare queste trasformazioni, compresa l’adozione della tariffa puntuale, che a Rovigo partirà nel 2023.



