Il Polesine ha sofferto negli ultimi anni una mancanza di investimenti nelle produzioni locali, dall’agroindustria all’artigianato al manifatturiero. In questi anni l’attività dell’edilizia ha avuto invece sostegno ed espansione per effetto dei bonus e dai lavori di efficientamento energetico, che rischiano però ora di avere un brusco rallentamento.
La Regione può essere un motore di sviluppo e promozione del territorio, attraverso i fondi europei di sviluppo e coesione, ma la provincia di Rovigo è stata dimenticata ed esclusa dal flusso di questi investimenti. La Regione ha la funzione di trasferire i fondi europei e di costruire i bandi e le misure degli investimenti collegandoli alle caratteristiche dei diversi territori, ma è mancata la considerazione del tessuto economico e delle esigenze del Polesine, a cui sono arrivate solo quote marginali.
Questo è il primo obiettivo da richiedere nel prossimo Consiglio regionale con una rappresentanza orientata a sostenere la crescita economica ed il lavoro per il Polesine.
Una prospettiva che si era creata negli anni scorsi erano state le Zone Logistiche Speciali, ambiti territoriali dove le imprese che si fossero insediate avrebbero avuto benefici fiscali rilevanti. Il funzionamento della ZLS Venezia–Rovigo è stato proposto per attrarre investimenti produttivi e favorire la riconversione industriale. In realtà i tempi lunghi per arrivare a finanziamenti, che ancora oggi risultano del tutto insufficienti e non assicurano continuità nel tempo, hanno fatto sì che le potenzialità della ZLS siano rimaste incompiute e prive di benefici concreti per il Polesine.
Inoltre sono mancati in parallelo la riqualificazione dei collegamenti infrastrutturali del Polesine con il resto del bacino padano, in particolare per collegare l’Interporto di Rovigo e di Marghera. Non si può creare un’area produttiva integrata di questo genere se non si rinforza la linea ferroviaria Verona Chioggia, aprendo lo sbocco al flusso delle merci verso il cuore della pianura padana e verso il Brennero.
Il risultato di questa mancata infrastrutturazione del Polesine si osserva proprio dal sito regionale della ZLS, che ha lo scopo di mappare e promuovere le aree oggetto di opportunità per investimenti, dove ad oggi non esistono siti produttivi individuati nell’area di Rovigo mentre sono concentrati solo nella zona di Marghera.
Se vogliamo trasformare effettivamente la ZLS in un’opportunità per il Polesine occorre quindi che la programmazione di queste aree, oggi delegata da tutti i comuni polesani alla Regione, ritorni ad essere gestita dalle amministrazioni locali e in particolare dal Comune di Rovigo, perché il polesine torni ad essere protagonista negli investimenti regionali.
Dina Merlo
Claudio Curina
Candidati civici verdi Alleanza Verdi e Sinistra



