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Laboratorio Analisi dell’Ospedale “San Luca”, la risposta del Comitato dei cittadini

Pubblichiamo il comunicato del Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” che fa seguito a quello di ASL 5 Polesana sul tema della riduzione dell’orario del Laboratorio analisi dell’ospedale S. Luca di Trecenta, che contesta nel merito i contenuti di quest’ultimo, che abbiamo pubblicato venerdì 19 gennaio.

“Ogni ospedale dovrebbe avere un Laboratorio Analisi attivo 24 ore su 24. A Trecenta non è così dal 2004. Ma se fino allo scorso 14 gennaio scorso era attivo dalle ore 8 alle 19.30, dal 15 gennaio è in funzione per sole sei ore al giorno: dalle 8 alle 14.

Una situazione inaccettabile, in particolare se teniamo conto di tutti i tagli ai reparti e ai servizi che l’ospedale da registrato in questi decenni. E, infatti, come Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” abbiamo prontamente inviato, lo scorso 9 gennaio, un messaggio di posta elettronica certificata ai 24 sindaci dei comuni altopolesani affinché si attivassero per far revocare questo nuovo taglio ai servizi ospedalieri.

Il giorno dopo la diffusione della nostra richiesta si è riunito il Comitato dei sindaci del Distretto 1 dell’Ulss (coincidente con quello che è stato il territorio dell’ex Ulss 18, medio e alto polesine) alla presenza del Direttore del Laboratorio Analisi e del Direttore del Punto di Primo Intervento di Trecenta.

Confessiamo che qualche speranza per una protesta dei primi cittadini l’abbiamo nutrita quando abbiamo visto e ascoltato il video messaggio del sindaco di Castelguglielmo, ma è stata un’illusione di breve durata.

Infatti, nella riunione di ieri della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss – stando perlomeno al comunicato stampa diffuso dall’Ulss – tutti i partecipanti si sono bevuti, manico del boccale compreso, la storiella che non si tratterebbe di una riduzione dell’orario di lavoro del Laboratorio Analisi ma di un anticipo dell’attività sostitutiva del Punto di Primo Intervento. Una magia che trasforma una fregatura in un vantaggio.”

Non si tratta di tecnicismi, ma dell’operatività di un servizio pubblico molto importante, collegata a quella più generale dell’ospedale di Trecenta, ormai in condizioni funzionali molto ridotte rispetto alle esigenze del territorio altopolesano, oltre che rappresentare un incredibile fallimento della politica sanitaria della Regione Veneto.

 

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