La delibera del consiglio comunale dell’8 luglio, che è stata propagandata dalla sindaca Cittadin come una soluzione al problema della crisi di IRAS, in realtà ha riguardato solo un accordo relativo ad un contenzioso del Comune, senza entrare nel merito del piano di risanamento che è invece necessario per fare uscire IRAS dal grosso indebitamento accumulato negli anni e per ridargli una gestione sostenibile.
Questo piano di cui tutti parlano non è stato mai presentato in forma completa e scritta nero su bianco e non è possibile ad oggi avere informazioni definitive sia sul ruolo della Regione che sulla situazione economico finanziaria dell’Ente, che non pubblica bilanci sul suo sito dal 2020.
L’accordo stragiudiziale di transazione fra il Comune di Rovigo, la Regione e IRAS, oggetto di discussione nel Consiglio comunale dell’8 luglio, ha riguardato solo il ritiro del ricorso in essere contro le decisioni del commissario di IRAS, che a fine 2022 aveva deliberato di uscire unilateralmente dalla Convenzione in essere con il Comune, restituirgli Casa Serena e intimava il pagamento di 3,2 milioni di euro per manutenzioni eseguite.
Tutto questo avveniva in risposta ad una proposta complessiva dell’allora sindaco Gaffeo che prevedeva un utilizzo di Casa Serena per servizi a beneficio della città, con ATER e ULSS5, proposta che la Regione allora rifiutò.
Il Forum dei cittadini, attraverso i suoi consiglieri Merlo e Masin, ha verificato che la Regione ha modificato il suo atteggiamento verso le richieste del Comune di Rovigo, nei confronti della nuova Amministrazione, anche se ad oggi non risulta da nessuna parte che la Regione abbia preso un impegno concreto a contribuire economicamente e con un piano complessivo alla risoluzione della crisi finanziaria di IRAS, dopo 9 anni di gestione commissariale.
I consiglieri hanno preso atto che attualmente casa Serena versa in uno stato di degrado, e che essendo tuttora la destinazione d’uso socio sanitaria non modificata, rappresenta un immobile senza valore commerciale ed è in una condizione che non ne consente l’utilizzo.
La responsabilità di tutto questo è in capo a chi ha amministrato IRAS e alla mancata o inadeguata vigilanza, sino ad arrivare al Commissariamento ancora in essere.
L’Amministrazione Cittadin ha proposto all’approvazione del consiglio comunale un accordo con IRAS e Regione che non produce alcun vantaggio per il Comune, che implica la rinuncia alla tutela dei propri legittimi interessi, compreso il ricorso ancora in essere e la rinuncia a qualsiasi pretesa futura sui propri diritti sugli oneri futuri derivanti da mancate manutenzioni conseguenti alla restituzione dell’immobile Casa Serena.
Considerato che l’Amministrazione Cittadin ha presentato un accordo che non propone alcuna ipotesi concreta per il riutilizzo di Casa Serena con servizi a vantaggio dei cittadini, i consiglieri del Forum hanno scelto di non partecipare al voto e hanno dichiarato che questo atto non rappresenta certamente una salvezza per IRAS, in quanto manca qualsiasi garanzia sulla sostenibilità economica futura dell’Istituto, non vi sono certezze quindi per la continuità del servizio e per la stabilità dei lavoratori.
Entrambi problemi per i quali hanno espresso preoccupazione, ritenendo indispensabile invece una soluzione definitiva con l’impegno preciso della Regione Veneto, che è rimasta per vent’anni inadempiente nella applicazione della legge del 2001 che consentirebbe la trasformazione in aziende pubbliche degli istituti IPAB, come risulta essere IRAS.
Dina Merlo
Consigliera comunale del Forum dei cittadini



