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Transazione IRAS, alcuni interventi in Consiglio Comunale – Dina Merlo

Riportiamo di seguito l’intervento di Dina Merlo del Forum dei Cittadini svolto in Consiglio Comunale a Rovigo sul tema del “salvataggio” dell’IRAS.

Circa l’Accordo stragiudiziale fra Comune, IRAS e Regione su ricorso pendente al Consiglio di Stato, dagli atti e dai pareri risulta che:

  • Non sono venuti meno i motivi del ricorso
  • Non esistono motivi perché IRAS possa reclamare i 3,2 milioni, che erano stati accantonati solo in via precauzionale
  • Non sono giustificate tecnicamente le motivazioni per un esborso del comune di 1,8 milioni, con preciso riferimento tecnico ed economico alle manutenzioni straordinarie relative a Casa Serena.

La probabilità del 45% di una eventuale soccombenza nel ricorso risulta solo un’ipotesi.

Nell’accordo vi è un impegno generico al cambio di destinazione d’uso da parte della Regione, che peraltro si trova alla vigilia della conclusione del suo mandato e potrebbe non concludere in tempi brevi e certi una richiesta del Comune in questo senso

Analoga richiesta di cambio di destinazione d’uso era stata inoltrata dall’Amministrazione Gaffeo durante i tentativi di composizione della vicenda, ma era stata negata nel 2023 dalla Regione

Se l’Amministrazione Gaffeo non avesse presentato il ricorso alla delibera della Commissaria Stella, oggi non si sarebbe neppure arrivati a questa proposta di transazione. Il Comune avrebbe avuto un doppio danno, avrebbe dovuto pagare una cifra non dovuta e acquisire Casa Serena con il diniego della Regione di cambiare la destinazione d’uso.

Tuttavia le proposte di accordo che venivano presentate dall’ex sindaco Gaffeo avevano sempre una visione complessiva che considerava la tutela legale e il mantenimento dei servizi del Comune di Rovigo, una soluzione vantaggiosa per Casa Serena e un piano di risanamento sostenibile e durevole per IRAS

La Regione sembra avere modificato il suo atteggiamento verso le richieste del Comune di Rovigo, nei confronti della nuova Amministrazione, ma non risulta da nessuna parte che la Regione abbia preso un impegno concreto a contribuire economicamente alla risoluzione della crisi finanziaria di IRAS, dopo 9 anni di gestione commissariale. Neppure è stato presentato all’attenzione del Consiglio comunale un piano complessivo di risanamento economico finanziario di IRAS, rispetto al corposo debito accumulato, che garantisca una sostenibilità futura dell’Istituto sia per quanto riguarda i servizi che per la stabilità dei lavoratori. Su questo solo narrazioni giornalistiche.

L’Amministrazione Cittadin è qui a proporci di accettare un accordo con IRAS e Regione che non produce alcun vantaggio per il Comune, che implica la rinuncia alla tutela dei propri legittimi interessi compreso il ricorso ancora in essere e la rinuncia a qualsiasi pretesa futura sui propri diritti sugli oneri per mancate manutenzioni derivanti dalla restituzione dell’immobile Casa Serena.

L’Amministrazione Cittadin dichiara che Casa Serena versa in uno stato di degrado, e che essendo tuttora la destinazione d’uso non modificata, rappresenta un immobile senza valore commerciale. Le responsabilità di tale situazione vanno cercate negli amministratori che si sono succeduti di IRAS, nella mancata o inadeguata vigilanza della Regione che è sfociata in un commissariamento durato 9 anni.

Tuttavia l’Amministrazione Cittadin accetta e qui presenta un accordo che non propone alcuna ipotesi concreta per il riutilizzo di Casa Serena. Tale accordo transattivo non è condivisibile per carenza di motivazioni di pubblica utilità e potrebbe non essere esente da rilievi della Magistratura contabile a causa degli oneri futuri da esso derivanti al Comune

In conclusione l’accordo non costituisce una soluzione che consenta di dimostrare un vantaggio per il Comune, non gli consente di esercitare i propri diritti legali presenti e futuri sui beni in oggetto, determina l’acquisizione di un bene Casa Serena dichiarato in stato di degrado, economicamente non ristrutturabile e commercialmente fuori mercato allo stato attuale

Non si può certo dichiarare che questo atto rappresenti un passo per la salvezza di IRAS in quanto non contiene alcuna indicazione sul risanamento del debito di IRAS, manca qualsiasi garanzia sulla sostenibilità economica futura dell’Istituto, non vi sono certezze quindi per la continuità del servizio e per la stabilità dei lavoratori, entrambi problemi per i quali esprimiamo preoccupazione e riteniamo indispensabile invece una soluzione definitiva con l’impegno preciso della Regione.

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