Notizie

Legambiente Rovigo contraria all’impianto Ecopol

Legambiente ha presentato in provincia le proprie osservazioni sul progetto di Ecopol per un impianto di trattamento di terre inquinate da idrocarburi industriali: “Il progetto si conferma tecnicamente fragile e ambientalmente rischioso”.

La prima criticità che emerge è che, a partire da un capannone in cui sono autorizzate solo operazioni di accorpamento di rifiuti al fine di un loro avvio a trattamento esterno, il progetto intende proporre il recupero di decine e decine di rifiuti pericolosi e non di diversa natura, al fine di ottenere materiali con caratteristiche tecniche prestazionali che escono dal ciclo dei rifiuti per diventare materiale inerte utilizzabile liberamente, che non deve provocare danno all’ambiente, ovvero quello che viene chiamato nella normativa, un End of Waste.

Ebbene, attualmente ECOPOL possiede una AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) codice IPPC 5.1 limitata all’accorpamento dei rifiuti, mentre il progetto prevede, tramite modifica sostanziale, di vedersi autorizzata una attività di recupero rifiuti con codice IPPC 5.5, quindi una attività diversa molto più complessa. Non pare quindi corretto l’iter autorizzativo tracciato: più che una modifica dell’attuale gestione, si tratta di una nuova attività, la cui compatibilità urbanistica è tutta da verificare, tenuto conto che il capannone è impropriamente inserito in area agricola e che la pianificazione territoriale non prevede modifiche di destinazione dell’area.

Considerate le ridotte dimensioni dell’area ed il numero elevato di tipologie di rifiuti che ECOPOL intende trattare, la nuova impiantistica verrà collocata all’esterno del capannone, con spazi di manovra e di stoccaggio molto limitati. Negli anni passati la Ditta si è limitata ad accorpare rifiuti per poche tipologie, soprattutto rifiuti contenenti amianto, derivante dalle bonifiche di coperture.

Lascia perplessidichiara Caterina Nale presidente del Circolo Legambiente Rovigo la richiesta di poter arrivare a recuperare rifiuti pericolosi mescolandoli con quelli non pericolosi per ottenere un materiale dal quale estrarre a caldo le sostanze organiche volatili inquinanti da smaltire poi in combustione. Il sospetto fondato è che per ottenere un EoW, più che un trattamento di riduzione della pericolosità di rifiuti, vi sia un effetto di diluizione degli inquinanti per mescolamento di rifiuti, piuttosto che di rimozione di inquinanti.”

Fuori luogo appare poi la previsione di utilizzare i fanghi di depurazione (anche pericolosi) nelle miscele. Non abbiamo contezza di attività di recupero di fanghi finalizzate ad ottenere materiali inerti End of Waste. Non si capisce quale miglioria prestazionale possa portare l’aggiunta di fanghi, tenuto conto poi che possono contenere metalli pesanti e microinquinanti che il desorbimento non elimina, e per di più, essendo molto umidi, peggiorano l’efficienza del processo termico.

Sul piano ambientale:

  • non è previsto un sistema di depurazione delle acque, ma solo una vasca di stoccaggio con reflui da avviare a depurazione esterna ed una vasca di prima pioggia;
  • le valutazioni sulle emissioni in aria sono limitate a pochi inquinanti, polveri sottili e ossidi di azoto, mentre non c’è alcuna valutazione su metalli e microinquinanti persistenti;
  • non si hanno condizioni operative di combustione delle sostanze estratte dai terreni che possano garantire un efficiente smaltimento anche di microinquinanti persistenti, come PCB, diossine, ecc.;
  • visto il processo termico, il rischio di dispersione di amianto e mercurio in atmosfera non è adeguatamente affrontato.

In relazione alle criticità rilevate, alle carenze progettuali, al rischio di declassamento di rifiuti per mera diluizione dei contaminanti, al rischio di emissioni residue al camino, sprovvisto di sistemi di abbattimento, e alla peculiare collocazione territoriale; tenuto conto dei limitati spazi disponibili per una gestione complessa come quella prospettata, Legambiente Rovigo invita gli Enti preposti ad esprimere un parere negativo alla realizzazione del progetto.

Per informazioni Legambiente Rovigo – info@legambienterovigo.it

Condividi