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MEDITERRANEO-MEDITERRANEA mostra collettiva in Pescheria

In linea con il principio che recita «Prima si salva, poi si discute», la mostra collettiva Mediterraneo – Mediterranea riunisce cinque artisti rodigini per omaggiare le attività di salvataggio e soccorso che svolgono gli equipaggi di mare e di terra di Mediterranea Saving Humans. Non una semplice esposizione artistica, ma un atto politico e pubblico in un tempo segnato dalla criminalizzazione della solidarietà, dalla normalizzazione dei respingimenti e dalla sistematica produzione di morte lungo le rotte migratorie del Mediterraneo e di terra.

Nella navata centrale della sala espositiva, l’installazione composta da una grande vela larga tre metri e lunga diciotto occuperà quasi tutta la superficie al piano terra, scendendo dall’alto della sala. Su di essa verrà proiettato il video di un’imbarcazione-arca in legno appositamente realizzata per l’installazione, simbolo di salvezza per le molte persone che percorrono le rotte di mare dall’Africa verso l’Europa e vengono soccorse dagli equipaggi di mare di Mediterranea Saving Humans. Ai lati dell’installazione ciascuno dei cinque artisti allestirà uno spazio personale con una selezione di opere. Le loro narrazioni visive si intrecciano con storie di memoria, lotta e resistenza. Reportage video e fotografici sulle attività in mare e in terra degli equipaggi di Mediterranea accompagneranno l’installazione.

Questo omaggio è destinato a tutte le persone che in mare e lungo le rotte di terra si impegnano quotidianamente nel salvare e curare chi è in pericolo di vita. Ogni individuo ha il diritto di migliorare la propria condizione di vita e costruire un futuro migliore. Difendiamo le persone e non i confini.

 

Il 21 febbraio, la presenza di Beppe Caccia e Luca Casarini testimonierà il senso profondo di questa iniziativa: affermare pubblicamente che salvare vite non è un crimine e che la solidarietà non si processa. Il 28 febbraio, Duccio Facchini ripercorrerà gli ultimi dieci anni di politiche economiche e industriali, per comprendere come si sia arrivati all’attuale scenario di guerra, respingimenti e diseguaglianze strutturali. Un’attenzione particolare sarà dedicata al ruolo dell’industria bellica, alle responsabilità dei Governi e ai legami tra produzione di armamenti, instabilità globale e migrazioni forzate. In questo quadro, Facchini affronterà anche il caso del Cantiere Navale Vittoria (Adria), come esempio di come dinamiche globali e scelte politiche si riflettano concretamente sui territori: un passaggio fondamentale per dimostrare che ciò che accade nel Mediterraneo non è lontano, ma attraversa anche le economie locali, le scelte industriali e le responsabilità pubbliche.

Pescheria Nuova – Corso del Popolo 140, Rovigo dal 21 febbraio al 1 marzo 2026

Vernissage: 21 febbraio ore 18:00

con la partecipazione di LUCA CASARINI e BEPPE CACCIA (fondatori di MEDITERRANEA) presentazione di GIORGIA BRANDOLESE (giornalista)

letture di MONICA CECCHINATO

28 febbraio ore 18:00

incontro con DUCCIO FACCHINI (direttore di ALTRECONOMIA) moderatore FRANCESCO CASONI (autore)

GIORGIA CANGIANO

In presenza di assenza

Il mio lavoro non è un’aggiunta, ma uno scavo. Incollo il verso di un’immagine e attendo che il tempo ne sigilli l’unione con il supporto; poi, con l’acqua, inizio l’erosione della carta superficiale. È un rito di pazienza per lasciar affiorare la memoria del supporto: un’impronta fragile che ha cambiato corpo, un’asportazione che non distrugge, ma rivela. Attorno a queste tracce, intervengo con l’innesto di colori, materiali poveri e frammenti di luoghi. In un mondo che corre verso il rumore, la bellezza diventa una forma di resistenza silenziosa. Ogni opera è un’unicità salvata dal naufragio, un piccolo altare alla “memoria per l’oblio” (cit. Darwish): dove la gioia a volte inganna, io cerco la verità di ciò che resta.

Opere su carta: trasferimento d’inchiostro su carta Rosaspina, matite 3B e 2B, colori materici – Collage polimaterico: inserti di fotografie d’epoca, cartoline, francobolli e carte di recupero

DIEGO FORNO

Là dove tutto è nudo, tutto è verità

Una cosa, anche la più umile o apparentemente inutile, è come una vita ed ha diritto ad un asilo, ad essere conosciuta e con accanimento salvata. Eravate persone, per noi lo siete ancora, non vi dimenticheremo. Là dove tutto è nudo e tutto è verità non si può fingere, mentre l’umanità oggi sembra essere annichilita e giacere nell’oblio di se stessa, dormiente; dimentica di ciò che è. L’umanità è chiusa in un sacello, appare morta. Ma infine ne uscirà, tocca a noi farla uscire. In questo tempo siamo tutti nella dimora delle bugie e per questo dobbiamo agire contro la smemoratezza del presente. Creare è svelare, mettere ordine, ridare nome e senso al mondo. Le opere esposte sono entità precarie organizzate che contengono il senso della perdita ma anche energie rivoluzionarie inespresse. Vedere, comprendere non spiegare nulla ma interpretare. Assorbire e far riapparire in forma diversa materie ed oggetti, ricordi, delusioni, rabbie.

Assemblaggio di materiali diversi e oggetti di recupero – Tecnica mista su tela – Ceramica

GIGI GIOLI

Oggetti inclini al celibato

Oggetti di fattura semplice, liberi da ogni funzione produttiva. Oggetti da esibire in luoghi pubblici. Da passeggio, da appendere a una certa altezza. Oggetti rituali ma anche no. Da tenere

 

in casa o all’esterno. Sono di legno, di gesso e di tessuto . Forse hanno funzione ludica, un po’ come dire strani.

Presenze quasi segrete

Non so come dire ma queste tele da me presentate (olio e catrame) sono immagini uscite da un mio ancestrale strato emozionale che mi riconducono a tempi remoti che mi hanno sempre affascinato. Sono legati a tempi di estremo silenzio, di attonita contemplazione e di un universo misterioso, sicuramente diverso da questo “rumore fastidioso” del presente. Espongo anche rappresentazioni di “involucri” utili per viaggi lunghi, trasportano le mie gonfie idee creative che un giorno spero di realizzare.

L’urto del contemporaneo Contro i confini che uccidono Contro ogni guerra

Per una nuova umanità

Installazioni

ROSANNA LAZZARI

Passaggi e dimore

Immagini tratte da un diario di viaggio in Eritrea, come volontaria, al seguito di una Onlus che si occupava di adozioni a distanza e raccolte fondi per la scolarizzazione di bambine e bambini delle favelas di Asmara, la maggior parte orfani di padre. Attraverso uno sguardo antropologico, ho preso appunti di luce e di ombra negli interni delle dimore e sulle soglie: la cura e l’attenzione verso ciò che potrebbe sembrare superfluo (un vaso di fiori, il ricamo di una tenda, il colore di un abito…) mi ha richiamato al valore della Bellezza anche in situazioni di povertà e di mancanza. É proprio la Bellezza come qualità etica, come sosteneva Platone nei suoi dialoghi socratici, a dare anima e umanità e, per quello che ho sperimentato sul campo, anche il senso profondo del radicamento al di là di ogni tentativo di annullamento e dispersione da parte di abusi di potere, guerre e regimi dittatoriali.

Stampe fotografiche, colore fine art, montate su pannelli di alluminio di dimensioni cm 70 x 105

ANDREA SPINARDI

Resistenza alla sparizione

Sono i corpi di chi soffre la negazione del diritto all’esistenza perché solo con il corpo-materia l’essere può esistere. Sono corpi in fuga in tensione limite tra il dentro e il fuori del mondo. I volti cromaticamente deportati si trasfigurano scivolando scomposti dal proprio quadro. Allo scioglimento dell’inchiostro o degli smalti tentano di resistere alla propria sparizione ridefinendo la perdita. L’immagine dell’intarsio che si innesta nelle loro vite, ottenuta per contatto di un frammento di un indumento sull’inchiostro sciolto, simboleggia l’impronta delle storie di quei corpi e di quei volti che scompaiono fino a diventare l’altra Storia. I volti ri-definiti artisticamente sono i nuovi volti necessari per sopravvivere.

Opere pittoriche: smalti e gessi su stoffa e cartone telato – Stampe fotografiche al plotter: tecnica mista, collage digitale

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