

Polesine sotto assedio : è con questo allarmante titolo che Sinistra Italiana ha convocato tutti i rappresentanti dei comitati polesani per la difesa del territorio. Lo scopo – come ha detto in premessa il moderatore di Italia Nostra Fabio Bellettato – è quello di ascoltarne le istanze, di farle ascoltare al consigliere regionale Carlo Cunegato, chiamato apposta per l’occasione.
L’obiettivo è anche quello di promuovere una consapevolezza collettiva, che dal particolare al generale, possa mettere in evidenza tutti i rischi che il Polesine, di insediamento in insediamento, corre.
E il Polesine ha risposto: una una sala gremita e composita di cittadini di Rovigo e del Polesine è venuta ad ascoltare. Sono tutti molto preoccupati per la brutta piega che sta assumendo questa terra nelle intenzioni di chi ha il compito di programmarne la vita politica ed economica. Le parole di Vanni Destro della rete polesana dei comitati risuonano nella sala che si fa silenziosa come un bollettino di guerra: Rovigo, Sarzano, Concadirame, Roverdicrè, Loreo, Cavanella, Villadose, Ceregnano, Lendinara, Bergantino, insomma un accerchiamento totale come se la destinazione economica del Polesine fosse solo quella di raccogliere e smaltire i rifiuti ed ospitare insediamenti pericolosi.
I primi a parlare sono gli esponenti dei comitati i quali – con dovizia di precisione – hanno illustrato le battaglie che stanno conducendo, le vittorie e le sconfitte. Era presente Mauro Gaffeo del comitato “il Riccio” contro l’insediamento di Ecopol, che ha parlato delle difficoltà nel dover, in tempi brevi, ricorrere al TAR per la decisione della Provincia di Rovigo di dare parere positivo ad un insediamento che dovrebbe trattare, a ridosso della città e ad attività agricole prestigiose, rifiuti speciali.
A seguirlo è Leandro Bellucco del comitato di Sarzano che dopo aver vinto con molte fatiche il ricorso al Tar contro il provvedimento che autorizzava l’impianto Apis RO1, è ora alle prese con l’appello al Consiglio di Stato. Queste azioni giudiziarie hanno un costo molto elevato di cui si fanno carico i singoli cittadini con risorse proprie che si trovano a lottare contro Istituzioni che dovrebbero invece tutelarli, e contro colossi economici. In sala erano diffusi volantini per contribuire alle spese che dovrà sostenere il Riccio.
A parlare dell’ultima insidia in Polesine è Emanuela Baseggio del Comitato NO FIR, contrario all’insediamento della società che, da Novembre del 2025, ma reso pubblico solo a giugno sperando nel favore della disattenzione dovuto all’imminente periodo feriale, ha avviato la procedura per insediare un impianto per la produzione di Lana di Roccia a Sant’apollinare, a pochi metri da scuole, asili e dal centro città. Un gruppo di persone che – nel breve lasso di qualche settimana -hanno dovuto mettere da parte impegni familiari e di lavoro per mettersi a studiare progetti, impatti ambientali, cercare tecnici, leggere documenti amministrativi, capirne le procedure. Tutto questo per offrire quella sicurezza ambientale che viene minacciata da un insediamento la cui carica inquinante equivarrebbe a sei inceneritori. Ciò di fronte ad un’amministrazione comunale che prima favorisce, poi, come nel gioco delle tre carte, dissimula forme di resistenza, vista la reazione dei cittadini.
Moreno Ferrari di Lendinara ha raccontato l’opposizione contro un polo logistico che andrebbe ad insediarsi in un parco con alberi secolari ed anche esperienze a parziale lieto fine come quelle di Villadose che ha scongiurato l’insediamento di un allevamento di visoni e imposto ad un’azienda chimica di strutturarsi in maniera tale da rispettare i limiti imposti dalla legge nelle emissioni e nello scarico dei rifiuti .
Il consigliere regionale Carlo Cunegato incalzato dalle domande del brillante moderatore Fabio Bellettato di Italia Nostra – oltre ad offrire il proprio sostegno e l’esercizio del potere di controllo che gli deriva dal suo mandato – , ha osservato come il comune denominatore di tutti gli interventi sia che in nome del profitto non si guardi in faccia né alle conseguenze ambientali né ai rischi per la salute che un certo tipo economia causa. Serena Gregnanin di Sinistra Italiana ha concluso la giornata facendo appello ai comitati affinché si adotti una consapevolezza e una strategia di difesa comuni evitando così il rischio di parcellizzazione delle battaglie


