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Punto Nascita di Adria: ora serve un fronte comune per fermare la chiusura

Fin da subito, come gruppo politico, abbiamo compreso che la situazione relativa al Punto Nascita di Adria fosse molto più delicata di quanto potesse apparire, alla luce della delibera regionale che ne prevede la chiusura.

Per questo ci siamo attivati immediatamente, collaborando con altre forze politiche presenti sul territorio per organizzare un incontro pubblico di informazione rivolto alla cittadinanza. Un’iniziativa che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e l’interessamento di rappresentanti politici regionali e nazionali, che in quella sede hanno assunto l’impegno di adoperarsi, ciascuno per il proprio ruolo, affinché venga scongiurata la chiusura del Punto Nascita del nostro ospedale.

Parallelamente, stiamo portando avanti un’attività di informazione attraverso il volantinaggio, con l’obiettivo di rendere tutti i cittadini consapevoli della gravità della situazione e delle possibili conseguenze per il nostro territorio.

Abbiamo inoltre presentato una mozione in Consiglio comunale per affrontare ufficialmente la questione. Purtroppo, durante la seduta di ieri sera, non è stato possibile discuterla perché la maggioranza ha chiesto la chiusura del Consiglio, rinviando di fatto il confronto al prossimo appuntamento consiliare.

Considerata la delicatezza dell’argomento e l’urgenza del problema, ritenevamo fondamentale affrontare subito la discussione e costruire un’azione politica condivisa, nell’interesse esclusivo della comunità.

Ci aspettiamo ora che il Sindaco coinvolga tutte le forze politiche del territorio, senza distinzioni, affinché si possa fare massa critica e presentare una posizione unitaria e determinata da presentare a Roma. L’obiettivo deve essere quello di ottenere il ritiro della delibera che dispone la chiusura del servizio, valorizzando le peculiarità del nostro territorio e chiedendo una deroga che garantisca la continuità del Punto Nascita di Adria.

Una deroga che riteniamo pienamente giustificabile, anche alla luce del precedente dell’ospedale di Asiago, dove è stata concessa nonostante un numero di parti significativamente inferiore rispetto a quello registrato ad Adria. Al Basso Polesine, invece, è stata riservata una decisione che penalizza fortemente un territorio già caratterizzato da criticità strutturali e demografiche.

Ancora una volta assistiamo a una politica che continua a non riconoscere le esigenze del Polesine. Anziché tutelarne la fragilità e garantire servizi essenziali ai cittadini, vengono inflitti ulteriori colpi che rischiano di compromettere il futuro del nostro territorio e la fiducia delle comunità nelle istituzioni.

Su un tema così importante non possono esserci divisioni: è il momento che tutte le istituzioni e tutte le forze politiche facciano fronte comune per difendere il diritto delle famiglie del Basso Polesine ad avere un servizio sanitario fondamentale come il Punto Nascita di Adria.

Il Direttivo del Movimento Civico

Impegno per il Bene Comune
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