Costruire il futuro partendo dalla conoscenza del territorio. È questo il principio che ha guidato “Rovigo Domani – Opinioni in Comune”, il percorso promosso dall’amministrazione comunale e realizzato con il supporto di WeStudio, che ha portato alla più ampia indagine locale dedicata al rapporto tra cittadini, qualità della vita, sport, benessere e servizi territoriali.
La ricerca nasce da un presupposto preciso: per pianificare lo sviluppo non è sufficiente conoscere dove si colloca un territorio nelle classifiche nazionali, ma è necessario comprenderne le cause, ascoltando direttamente chi lo vive ogni giorno.
I risultati dell’indagine parlano chiaro: Rovigo è una città viva, partecipativa e pronta al cambiamento, ora serve una pianificazione strategica per tradurre questa energia in sviluppo.
I dati sono stati illustrati durante un incontro pubblico tenutosi in Gran Guardia alla presenza del sindaco Valeria Cittadin, che ha sottolineato la valenza dello sport per il corpo per la mente e per i valori come confronto, impegno, responsabilità, saper vincere e saper perdere, che sa trasmettere. Sport dunque significa anche una comunità migliore; del vice sindaco e assessore allo sport Andrea Bimbatti che ha spiegato gli obiettivi dell’indagine: costruire un percorso di sviluppo partendo dallo stato delle cose. E da Romina Patrignani di WeStudio, che con Irene Residori ha condotto l’indagine. Presente anche Paolo Vaccari vicepresidente FIR
Il percorso è iniziato dall’analisi dei principali indicatori nazionali, tra cui la Qualità della Vita e l’Indice di Sportività del Sole 24 Ore. Due classifiche che restituiscono un’immagine chiara: Rovigo presenta un divario significativo rispetto alle altre province venete, evidenziando margini di miglioramento nella competitività territoriale e nell’attrattività dei servizi.
Questi indicatori, però, rispondono soltanto a una domanda: dove si trova Rovigo. Non spiegano perché.
Per questo l’amministrazione ha scelto di avviare un percorso di ascolto strutturato, affidando a WeStudio il compito di costruire un’indagine capace di approfondire bisogni, abitudini e aspettative della comunità.
L’indagine ha coinvolto 357 cittadini, raccogliendo oltre 100 variabili di analisi e analizzando quasi 34.000 risposte, offrendo una fotografia dettagliata del rapporto tra cittadini, sport, mobilità, tempo libero, benessere, famiglie, inclusione e servizi.
Tra gli elementi più significativi emersi dall’indagine vi è il ruolo della mobilità. Per i cittadini, la qualità di un servizio dipende anche dalla sua accessibilità: tempi di percorrenza, collegamenti e facilità di spostamento incidono direttamente sulla partecipazione.
L’obiettivo non era produrre una semplice fotografia statistica, ma trasformare i dati in uno strumento concreto di supporto alla pianificazione.
I risultati restituiscono un messaggio chiaro. La comunità rodigina dimostra una forte propensione verso uno stile di vita attivo: oltre l’80% dei cittadini pratica attività fisica, mentre lo sport viene riconosciuto come uno strumento di salute, prevenzione e qualità della vita. Tra i cittadini che non praticano attività fisica, oltre la metà indica nella mancanza di tempo libero il principale ostacolo, un dato che richiama l’importanza di progettare servizi sempre più accessibili e in linea con i tempi della vita quotidiana.
Accanto a questo emerge però una richiesta altrettanto forte: servizi più qualificati, impianti meglio mantenuti, maggiore accessibilità e un’organizzazione capace di adattarsi ai tempi della vita quotidiana.
L’indagine evidenzia inoltre che il territorio riesce a trattenere gran parte del tempo libero dei propri cittadini, ma registra ancora una propensione a spostarsi verso altre province quando si ricercano esperienze considerate più innovative, specialistiche o di maggiore qualità.
L’analisi mette in luce un elemento particolarmente significativo: le criticità non riguardano un singolo ambito, ma un sistema di fattori strettamente collegati tra loro.
Qualità delle strutture, accessibilità, mobilità, organizzazione dei servizi, inclusione e benessere non possono più essere affrontati separatamente.
Da queste evidenze emergono cinque direttrici di sviluppo che orientano una visione integrata del territorio:
- riqualificare il patrimonio esistente;
- collegare impianti, mobilità e accessibilità;
- integrare infrastrutture e mobilità;
- organizzare servizi compatibili con i tempi di vita dei cittadini;
- includere tutte le fasce della popolazione;
- integrare sport, benessere, prevenzione e socialità in un unico sistema territoriale.
L’amministrazione comunale ha scelto di affiancare agli indicatori nazionali un percorso di ascolto diretto della comunità, trasformando i dati raccolti in una base conoscitiva a supporto delle future decisioni.
L’obiettivo non è individuare un singolo intervento, ma costruire una visione di sviluppo fondata sull’evidenza, nella quale la qualità della vita diventa un fattore strategico per la competitività del territorio, la capacità di attrarre persone, investimenti e nuove opportunità.
Il messaggio conclusivo dell’indagine è chiaro: Rovigo dispone di una comunità attiva, partecipe e pronta a contribuire al cambiamento. La sfida, oggi, è accompagnare questa energia con una pianificazione capace di integrare infrastrutture, servizi, mobilità e inclusione, trasformando la qualità della vita in una leva concreta di sviluppo per il futuro della città.



