

Siamo sbalorditi: Rovigo vive una notte di follia, con un ragazzo morto accoltellato, e una situazione che pare effettivamente essere fuori controllo, ma il problema della nostra città diventa chi canta “Bella ciao” o la propaganda h24 contro il cosiddetto “buonismo”…
Diciamo subito che la logica del “noi” e “loro” non sposta i problemi di una virgola, ma serve solo a spostare l’attenzione dei cittadini dai veri problemi. Latitano purtroppo le soluzioni e le iniziative realmente incisive anche e soprattutto da parte della giunta, verrebbe da dire.
Quelle poche ma necessarie azioni concrete che abbiamo gia segnalato più e più volte e che consentirebbero di mantenere l’ordine pubblico in una città di 50.000 abitanti. Capoluogo amministrato dal centrodestra, in una regione amministrata dal centrodestra (da trent’anni!), in un paese governato dalla destra. Chi dovrebbe dare le risposte più urgenti allora?
A noi sembra chiaro che ad essere fallimentari oggi sono proprio le ricette della destra di governo: proliferazione di reati e decreti sicurezza che invece di venire incontro ai cittadini aumentano la confusione e la sensazione di instabilità e insicurezza.
Peraltro, giova ricordare che il Consiglio dei dei ministri ha appena partorito il nuovo decreto flussi per l’ingresso in Italia di 497 mila lavoratori stranieri nel triennio 2026-2028, con 230mila unità per lavoro subordinato non stagionale e autonomo e 267mila stagionali nei settori agricolo e turistico.
Oltre ai numeri, tuttavia, nemmeno le regole sono cambiate e la realtà dei prossimi anni rischia di rimanere la stessa, producendo nuove precarietà, situazioni di illegalità e non risolvendo i problemi legati al fabbisogno di lavoro. Cos’è questa allora? Accoglienza cieca? Altro?
Ritornando a Rovigo, non esistono davvero più alibi: si guardi alla corretta gestione del quotidiano, si pensi a risolvere i problemi della città, si sostenga la polizia locale, si metta finalmente in funzione quella “brillante” filiera istituzionale che in altre recenti situazioni è stata elogiata pubblicamente in modo da aumentare risorse e strumenti a disposizione. Il resto, sono parole che lasciano, soprattutto oggi, quando si è chiamati ad amministrare la città da un anno, il tempo che trovano.
Diego Crivellari


