Dopo settimane di silenzio, ecco all’improvviso l’apertura di un nuovo, pesantissimo, attacco ad Ecoambiente da parte del Comune di Rovigo, stavolta per mano del consigliere comunale e provinciale Fabio Benetti.
Un bombardamento ad alzo zero, con l’evidente obiettivo di abbattere il Consiglio di Amministrazione della società pubblica, ma che forse nasconde un obiettivo più inquietante: l’abbattimento della stessa società che gestisce, per affidamento trentennale, il ciclo integrato dei rifiuti del Polesine, e forse per questo nel mirino, per diretto interesse della nuova Giunta rodigina (ci sarebbero altri due posti da assegnare, se venisse cacciato l’attuale CdA), e forse anche per interposta persona, dato che la gestione dei rifiuti fa da sempre gola, soprattutto fuori dal nostra territorio.
Le ragioni portate a sostegno delle tesi del consigliere Benetti non sono nuove (e sono già state ampiamente demolite nel dibattito degli ultimi mesi), ma il nuovo tentativo di alzare la tensione è più che evidente, e forse risponde anche a logiche interne al partito a cui fa riferimento, ovvero Fratelli d’Italia, che ancora una volta evidenzia maggiore interesse ai propri equilibri interni rispetto a quello generale del Polesine e dei suoi abitanti. Ma tant’è. Di seguito il comunicato del consigliere Fabio Benetti.
Tante incongruenze e poche certezze che impongono una riflessione accurata da parte di tutti. Fratelli d’Italia della provincia di Rovigo, per voce del dirigente provinciale Fabio Benetti, che è anche consigliere provinciale con delega all’Ambiente e consigliere comunale nel capoluogo, frena sull’impianto di compostaggio e digestione anaerobica con produzione di biometano che la società pubblica Ecoambiente intende realizzare a Sarzano. Condividendo pienamente i tanti dubbi e perplessità già espresse in più occasioni dal sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, Benetti chiarisce la linea di Fratelli d’Italia: ““Il progetto che Ecoambiente è stata recentemente autorizzata a realizzare dalla Provincia di Rovigo – afferma Benetti – è significativamente diverso rispetto a quello ipotizzato dal Piano industriale della medesima Società, approvato dai Soci nel mese di gennaio 2021. Condivido totalmente la presa di posizione del Sindaco Cittadin, e non riesco a comprendere per quale motivo le sue legittime preoccupazioni non vengano condivise dalla maggior parte degli Amministratori polesani che si limitano, almeno per il momento, a fare da spettatori, assumendosi la responsabilità, assai rilevante, di non decidere. Giunti a questo punto, mi chiedo se Ecoambiente sia ancora in possesso dello status di società in house providing, posto che il CDA della nostra azienda si è permesso, con una semplice delibera, di modificare in modo significativo le previsioni impiantistiche approvate dai Soci e contenute nel vigente piano industriale dell’azienda”.
Benetti ricorda che “il Piano industriale di Ecoambiente, infatti, prevedeva la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica ed il successivo utilizzo del biogas a fini cogenerativi, con la produzione di energia elettrica e termica, mentre quello autorizzato dalla Provincia prevede la produzione, in via esclusiva, di biometano; nel piano industriale, inoltre, era previsto il trattamento di 40.000 tonnellate/anno di frazione umida e verde prodotte nel Bacino di Rovigo, mentre il PAU rilasciato dalla Provincia autorizza Ecoambiente a trattare 50.000 tonnellate/anno. Queste sono differenze che ritengo sostanziali e che si riverberano, per forza di cose, sull’ammontare complessivo dell’investimento, oltre che su costi gestionali dell’impianto. Bene ha fatto l’Amministratore Delegato di Ecoambiente, Nadir De Stefani, a votare contro all’aggiudicazione dei lavori che il CDA ha recentemente disposto, con il parere non favorevole del Collegio sindacale, a favore dell’ATI costituita da Calabra Maceri e Servizi Spa e Waste to Methane Srl”.
A queste preoccupazioni, Benetti ne aggiunge altre: “Il progetto recentemente autorizzato dalla Provincia di Rovigo prevede, a riguardo del trattamento/stoccaggio delle frazioni secche derivanti da raccolta differenziata (vetro, legno, carta e cartone, ingombranti, imballaggio multimateriale, rifiuti da spazzamento) una potenzialità impiantistica pari a 58.700 tonnellate, anziché le 18.022 tonnellate previste dal vigente Piano industriale della società; inoltre, il costo dell’investimento relativo a tale sezione impiantistica è pari ad € 10.018.517,20, mentre quello previsto dal vigente Piano industriale assomma ad € 6.380.600. Non riesco proprio a comprendere – continua – per quale motivo il Consiglio di amministrazione di Ecoambiente non abbia colto le forti e condivisibili preoccupazioni espresse a più riprese dal Sindaco di Rovigo e da tutta la Giunta comunale, anche con riferimento ad un possibile aumento delle tariffe a carico dei cittadini polesani; ricordo a tutti che il Comune di Rovigo detiene il 51% del capitale sociale, e che pertanto questa forte tensione che si è venuta a creare nel corso di questi ultimi mesi potrebbe generare ulteriori problemi all’azienda, che si trova in un momento assai delicato, essendo ormai alle porte l’approvazione del bilancio 2024 e, conseguentemente, la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione”.
A questo punto, Benetti conclude: “Invito la Società a cercare quanto prima un dialogo costruttivo e collaborativo con il Comune Capoluogo, in quanto ritengo che in gioco non ci sia solamente la realizzazione o meno di un impianto, ma la tenuta di un’azienda che attualmente occupa più di trecento persone, e che deve operare nel pieno rispetto delle previsioni statutarie, oltre che della normativa vigente”.


