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La memoria non divida, uno spazio per tutte le vittime del terrorismo

Il movimento civico Impegno per il Bene Comune  fa una proposta che ritiene di buon senso all’Amministrazione Comunale. Appresa la notizia che si intende intitolare uno spazio pubblico a una delle tante, troppe vittime della violenza politica e del terrorismo che hanno ferito profondamente la società italiana degli anni settanta, invita a procedere affinché la memoria di quegli episodi drammatici possa trovare unanime condivisione, senza distinzione di colori politici delle vittime e di matrici ideologiche dei carnefici.
Quella stagione, iniziata nel 1969 con la strage di piazza Fontana e proseguita tristemente nei cosiddetti “anni di piombo” con gli assassinii delle brigate rosse e gli attentati  fascisti,  fino agli anni 80, deve essere ricordata per salvaguardare la nostra democrazia che, pur alimentandosi del dibattito e del confronto, mai deve degenerare in violenze, aggressioni, omicidi, che, in quegli anni, hanno coinvolto anche persone non impegnate in politica.
Tra le vittime della strage della stazione di Bologna, per esempio, c’era anche una giovane polesana di Rosolina.  Ricordiamole tutte, allora, quelle vittime, evitando che  una scelta commemorativa possa essere interpretata come solo di una parte e che tutti gli altri si sentano esclusi. Per questo motivo la nostra proposta è di intitolare quello spazio a tutte le vittime del terrorismo e della violenza politica.
Sul tema è intervenuto anche il Circolo del partito Democratico di Adria.

Il Pd precisa innanzitutto di non essere contrario alla commemorazione di Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù morto nel 1975 in seguito alle ferite riportate dopo un’aggressione avvenuta a Milano nel clima di forte contrapposizione politica degli anni Settanta. Secondo i democratici adriesi, tuttavia, la scelta dell’amministrazione sarebbe stata trasformata in un’operazione dal forte significato politico. «Non siamo così poco avveduti da dirci contrari all’intitolazione di un luogo che ricordi Sergio Ramelli – scrive il Pd – ma è una polemica retrò vecchia di decenni e la giunta di Adria arriva buona ultima».

Il circolo dem sostiene che l’iniziativa venga presentata come una sorta di “trofeo politico”, legato alla volontà di accreditarsi presso l’area dell’estrema destra locale. Per i democratici, l’intitolazione potrebbe diventare invece un’occasione per approfondire la storia degli anni di piombo, dalla strategia della tensione al terrorismo rosso e nero, fino alle stragi che hanno segnato quel periodo della storia italiana.

Il Pd richiama anche il contesto polesano di quegli anni, ricordando come figure legate ad Adria e al territorio siano state coinvolte nelle vicende della stagione delle stragi ed invita quindi l’amministrazione a promuovere iniziative storico-culturali di approfondimento, coinvolgendo in particolare la biblioteca comunale e il suo referente, il professor Paolo Rigoni, indicato come figura competente per affrontare con rigore questi temi.

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