«Siamo di nuovo a piangere una morte sul lavoro nel nostro territorio e questo è inaccettabile. Purtroppo la dinamica della tragedia accaduta questa mattina nell’ex zuccherificio di Contarina rientra in una casistica vista troppe volte: una caduta dall’alto, da un ponteggio, per una ditta in subappalto. Questo dimostra che se le istituzioni e le imprese ci ascoltassero ci sarebbero meno morti sul lavoro.
Come Cgil, Cisl e Uil di Rovigo, esprimiamo innanzitutto vicinanza alla famiglia e ai compagni di lavoro e torniamo a chiedere un patto sul territorio che garantisca misure urgenti per una maggiore sicurezza sul lavoro. Chiediamo che il Protocollo d’intesa sulla sicurezza sul lavoro sottoscritto in Comune a Rovigo, tra istituzioni, parti sociali e associazioni datoriali, venga esteso immediatamente a tutti i Comuni della provincia, e che si riunisca in tempi brevissimi il tavolo di coordinamento per la legalità, la sicurezza e la prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro che, dopo l’incontro dello scorso novembre, a ridosso di un’altra morte sul lavoro, si è stato più convocato.
Chiediamo maggiori controlli e una gestione più rigorosa degli appalti, dove sempre più spesso accadono infortuni mortali o gravi e dove si scaricano sui lavoratori i costi legati alla sicurezza nel lavoro. È necessario definire buone prassi operative in materia, con una serie di regole per blindare anche trasparenza, vigilanza e legalità, che comprendano anche l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente rappresentativi e rispondenti in via prevalente all’oggetto dell’appalto o della concessione.
Chiediamo l’aumento degli organici degli enti di controllo, un grande piano di formazione vera e continua, nelle scuole e nelle aziende, non solo per i lavoratori, ma anche per i datori di lavoro, che devono comprendere come le misure per le tutela della sicurezza non siano un costo, ma come una risorsa per l’azienda.
Bisogna valorizzare del ruolo degli Rls ed Rlst, e puntare sull’innovazione con investimenti mirati non solo e non tanto ad aumentare il profitto, ma ad elevare gli standard di sicurezza. In questi pochi mesi segnati così tragicamente dalle morti sul lavoro nel nostro territorio, abbiamo registrato l’impegno delle istituzioni e delle associazioni di categoria per una svolta verso la sicurezza, ma alle parole non sono ancora seguiti fatti concreti.
Non possiamo accettare che un lavoratore esca la mattina per andare al lavoro e non faccia ritorno a casa. Per fermare questa strage, dobbiamo sentirci tutti partecipi di un profondo cambiamento culturale che metta la sicurezza e la persona al centro del lavoro, puntando su prevenzione, responsabilità individuale e collettiva, controlli e procedure chiare».
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Pieralberto Colombo
Segretario Generale CGIL Rovigo
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Samuel Scavazzin
Segretario Generale CISL Padova Rovigo
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Gino Gregnanin
Coordinatore provinciale UIL Rovigo
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