Si è svolta giovedì 19 marzo, presso la Sala Cordella di Adria, la manifestazione di chiusura della campagna per il NO al referendum sulla riforma costituzionale della magistratura, promossa dal Comitato dei cittadini di Adria e del Delta del Po. La serata ha registrato una partecipazione significativa, con una sala piena e un pubblico attento e coinvolto, che ha animato il dibattito con numerose domande e interventi. Ad aprire l’incontro è stato Andrea Micheletti, portavoce del Comitato per il NO, mentre la moderazione è stata affidata a Rosanna Stocco, docente di diritto presso il Polo Tecnico di Adria. Al centro della serata gli interventi dei due ospiti, Giovanni Maria Pavarin, già magistrato, e Giorgio Falcone, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Vicenza, che hanno offerto un’analisi puntuale e accessibile dei principali contenuti del referendum. Nel corso degli interventi è stato evidenziato come l’ordinamento già oggi consenta ai magistrati di passare tra le diverse funzioni attraverso una legge ordinaria, rendendo quindi discutibile la necessità di intervenire a livello costituzionale. Un elemento che, secondo i relatori, solleva interrogativi sulla reale utilità della riforma proposta. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della qualità dell’azione giudiziaria: più che modificare l’assetto delle carriere, è stato sottolineato come sia fondamentale rafforzare il profilo deontologico e professionale di magistrati e pubblici ministeri. I relatori hanno inoltre ricordato che il confronto con altri ordinamenti deve essere affrontato con cautela: se è vero che in alcuni Paesi esiste una separazione delle carriere, è altrettanto vero che ogni sistema giudiziario risponde a equilibri istituzionali specifici, non automaticamente replicabili. Tra le criticità evidenziate, anche la previsione di nuovi organismi come l’Alta Corte, che rischierebbe di ricomporre in parte quella commistione tra magistratura giudicante e requirente che la riforma stessa dichiara di voler superare. Infine, è stato ribadito come la riscrittura delle norme non garantisca di per sé una maggiore autonomia della magistratura: esistono infatti sistemi, anche non democratici, che formalmente prevedono giudici indipendenti senza che ciò si traduca in una reale tutela dei diritti. Prima della conclusione è intervenuto Gianni Ravarro, rappresentante di Libera, che ha richiamato l’importanza dell’impegno civico e della partecipazione consapevole nei momenti decisivi per la vita democratica del Paese. A chiudere l’incontro è stato Andrea Micheletti con un appello finale al voto, invitando i cittadini a partecipare in modo informato e responsabile. La serata ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso di informazione e confronto portato avanti dal Comitato sul territorio, con l’obiettivo di offrire ai cittadini strumenti utili per una scelta consapevole in vista del voto.



