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Anche il Polesine per la manifestazione nazionale a Roma “La via maestra”

Pace, democrazia, lavoro e stato sociale i temi, in sintesi , della manifestazione che arriva nell’onda delle recenti grandi manifestazioni per la pace e la Palestina. Senza pace, infatti non esiste la democrazia e gli stessi diritti sociali e del lavoro sono messi fortemente in discussione.

Per questi motivi la manifestazione vuol far sentire forte la voce di lavoratori, pensionati e giovani che si oppongono all’idea di sprofondare in un’economia di guerra, come sta sempre più accadendo anche con la legge di bilancio varata nei giorni scorsi dal Governo.  Lo dicono i fatti: una manovra di austerità per consentire al nostro Paese di stare dentro ai parametri economici richiesti dalla Commissione Europea per investire risorse solo sulla folle corsa al riarmo che ci costerà 23 miliardi di euro in più solo per i prossimi tre anni, pagati come sempre da lavoratori  e pensionati.  Risorse che, come chiediamo da tempo, dovrebbero invece essere investite realmente nei servizi pubblici universali, a partire dalla sanità pubblica, dalla scuola e da serie politiche abitative; settori che sono sempre più in difficoltà.

Anche sul versante fiscale solo piccole mance di facciata per dipendenti e pensionati, non affrontando il problema salariale e delle basse pensioni, mentre un fisco davvero progressivo potrebbe essere una importante leva redistributiva a favore di chi sta peggio. Un esempio su tutti riguarda il mancato accoglimento della proposta della CGIL di sterilizzare e restituire per il passato il cosiddetto “drenaggio fiscale “ che ha sottratto tra il 2022 ed il 2024 ben 25 miliardi di euro a lavoratori e pensionati ed è un meccanismo perverso che continuerà così ad impoverire sempre gli stessi. Nel frattempo è prevista la detassazione al 5% degli aumenti da CCNL (come chiesto dal Sindacato ma non in questi termini!) solo per redditi fino ai 28mila euro lordi: una vera e propria mancia di pochissimi euro al mese (come da tabella più completa allegata). Non accolta neppure la proposta di una maggior tassazione del 1,3% per i redditi sopra i 2 milioni d’euro (!), recuperando così risorse da destinare allo stato sociale ed a redditi più bassi.

A ciò si aggiunge che,  per rispettare i parametri imposti dall’Europa e finanziare il riarmo (pur non essendo obbligatorio) il Governo, in tema di pensioni,  continua persino a peggiorare la legge Fornero – come si accorge chiunque  si accinga ad andare in pensione – costringendo le persone ad andare in pensione sempre più tardi e con importi sempre più bassi. Nulla invece è previsto, come proponiamo dettagliatamente da anni, per una “pensione di garanzia” che aiuti i giovani ed i precari, destinati altrimenti ad essere futuri poveri.

Infine ci mobilitiamo ancora una volta contro la precarietà. Chi governa – dal livello nazionale a quello regionale – oltre che a non occuparsi di politiche industriali  e del terziario che realizzino la transizione energetica, tecnologica ed ambientale senza lasciare indietro nessuno (intanto nell’industria aumentano a dismisura anche nel Polesine le ore utilizzate di cassa integrazione) finge che il problema serio della qualità e precarietà del lavoro non esista e non si accoglie nessuna proposta presentata dalla Cgil per contrastare questa deriva. Tutto ciò alla faccia delle ben 13 milioni di persone (oltre 39 mila in Polesine)  che nel giugno scorso hanno votato SI ai 4 referendum sul lavoro, mentre la fascia d’età dei giovani fino ai 30 anni avrebbe addirittura raggiunto il quorum. Il problema esiste invece eccome ed è legato anche al problema degli stessi bassi salari. Il recente rapporto INPS certifica che nel solo Polesine, nel 2024, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 5.589 poi tutta precarietà: 11.642 le assunzioni con contratti a termine a cui si aggiungono 4.005 contratti in somministrazione, 2.873 contrati intermittenti e 3.132 stagionali (senza contare situazioni di lavoro nero o irregolare). Con questi numeri così negativi difficile anche pensare che la nostra Provincia possa tornare attrattiva. Ancora nulla, inoltre, sul correlato problema della salute e sicurezza sul lavoro e per contrastare gli appalti ed i subappalti non genuini, nonostante le molte proposte del Sindacato. Anche in questo ambito come sindacato proviamo nel merito a fare la nostra parte anche se rimangono fondamentali delle norme di legge più tutelanti; abbiamo ad esempio sottoscritto nei giorni scorsi un articolato protocollo sugli appalti con il Comune di Rovigo dove sono state recepite alcune importanti proposte di CGIL CiSl e UIL polesane.

Tutte questioni che si tengono insieme toccano concretamente la condizione di tanti lavoratori, giovani e pensionati. Per questo è importate tale mobilitazione per la pace, contro le guerre e per un modello sociale ed economico di sviluppo sostenibile.   Per aderire rivolgetevi alle sedi Cgil più vicine.

Pieralberto Colombo – segretario generale CGIL Rovigo.

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