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Arriva “Vivere in sicurezza”, la guida di Legambiente Veneto

In Veneto oltre 574mila persone sono esposte ad alluvioni, frane e valanghe. La guida realizzata dal Cigno verde con il contributo della Regione del Veneto raccoglie zone e livelli di allerta, numeri utili e proposte e sarà scaricabile gratuitamente online

 

Presentata oggi a Palazzo Balbi “Vivere in sicurezza – Conoscere, prevenire e difendersi dai rischi idraulico e idrogeologico in Veneto”, la nuova guida di Legambiente Veneto realizzata con il contributo dell’Assessorato Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile della Regione del Veneto. Uno strumento pratico per sapere cosa fare prima, durante e dopo un evento estremo, leggere le allerte e sapere chi chiamare in caso di emergenza. Da qui a fine 2026 la guida sarà presentata in diversi incontri sul territorio veneto a cura dei Circoli Legambiente: il primo appuntamento è in programma oggi, 28 ottobre, con il circolo Legambiente Rosolina e Loreo.

 

La crisi climatica è già qui e il Veneto ne è un osservatorio privilegiato. Secondo i dati Ispra del portale IDROGEO, in regione le persone esposte al rischio frana e, soprattutto, alluvione sono oltre 574 mila. Il dissesto riguarda direttamente circa 240 mila famiglie, 138 mila edifici, oltre 54 mila imprese e 5.634 beni culturali. Secondo ARPAV, inoltre, il Veneto è la seconda regione d’Italia per tasso di consumo di suolo permanente. Numeri che confermano quanto prevenzione, mitigazione e adattamento debbano guidare le scelte degli amministratori ed essere conosciute da tutte le persone che vivono e lavorano in Veneto.

Nasce da qui “Vivere in sicurezza – Conoscere, prevenire e difendersi dai rischi idraulico e idrogeologico in Veneto”, un vademecum pensato per colmare la distanza tra pianificazione istituzionale e vita quotidiana. La guida, realizzata dagli esperti di Legambiente Veneto con il contributo della Protezione civile del Veneto, spiega in modo chiaro cosa sono i cambiamenti climatici, la differenza tra mitigazione e adattamento, e cosa si intende per rischio idraulico, rischio idrogeologico e dissesto idrogeologico, come combinazione di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, nella convinzione che la conoscenza sia il primo necessario passo per la protezione e l’azione.

Il cuore della guida è infatti dedicato a cosa sapere e cosa fare di fronte ai tre principali rischi del territorio veneto: alluvioni, frane e valanghe. Per ciascuno, la guida fornisce con una grafica pulita e puntuale indicazioni pratiche su come comportarsi prima, durante e dopo l’evento: dal non scendere in cantine e garage durante un allagamento, all’allontanarsi lateralmente rispetto a una frana, fino all’attrezzatura indispensabile per chi pratica attività fuori pista. Non mancano consigli pratici per ogni cittadina e cittadino su come prepararsi a eventuali situazioni di emergenza. La guida illustra inoltre le 25 zone di allerta (raggruppate in 8 macrozone) in cui è suddiviso il Veneto, i livelli di allerta giallo, arancione e rosso e l’organizzazione della Protezione Civile regionale, dal Comune al Centro Funzionale Decentrato di Marghera, attivo 24 ore su 24.

Non manca un’ampia sezione sugli eventi estremi: i dati dell’osservatorio Città Clima di Legambiente ci ricordano che tra il 2010 e il 2025 in Veneto se ne sono registrati 201, di cui 177 dal 2015 in poi, con il picco di 40 eventi nel 2024 seguito dai 33 del 2025. La guida ripercorre alcuni dei casi più significativi: l’alluvione del 2010, il tornado della Riviera del Brenta del 2015, la tempesta Vaia del 2018, l’acqua alta eccezionale a Venezia del 2019, la crisi idrica del 2022, l’estate delle grandinate del 2024, l’alluvione di Valdagno e le colate detritiche sulla SS 51 di Alemagna nel 2025, fino alle mareggiate lungo la costa veneta, dove tra il 2006 e il 2019 è stato eroso il 28,2% dei 127 km di costa bassa.

Infine le dieci proposte di Legambiente per l’adattamento e il governo del territorio, tra cui restituire spazio ai fiumi, ridurre il consumo di suolo, contrastare l’erosione costiera con soluzioni basate sulla natura e realizzare i piani di adattamento urbano, e una sezione su come informarsi e chi chiamare: dal sito del CFD all’app ARPAV Meteo, dai bot Telegram a IT-Alert e al servizio “Comune allerta”, fino ai numeri di emergenza e al numero verde della Protezione Civile del Veneto 800 990 009.

La guida è disponibile gratuitamente online attraverso il sito www.legambienteveneto.it e i siti dei circoli veneti di Legambiente, ed è scaricabile da tutta la cittadinanza. Su questo tema, l’associazione prevede una decina di eventi informativi sul territorio, attraverso le attività dei propri circoli, per presentare i contenuti direttamente alle cittadine e ai cittadini. Segue il calendario dei primi appuntamenti già fissati:

  • Mercoledì 28 ottobre, ore 15.30, Rosolina (RO)

  • Giovedì 29 ottobre, ore 15.30, Villa Bartolomea (VR)

  • Venerdì 13 novembre, ore 20, Piove di Sacco (PD)

  • Venerdì 20 novembre, orario da definire, Venezia Mestre (VE)

  • Mercoledì 25 novembre, orario da definire, Sernaglia della Battaglia (TV)

  • Giovedì 3 dicembre, ore 20.30, Schio (VI)

 

“Adattarsi non significa arrendersi, significa riconoscere la nuova realtà climatica e governarla con responsabilità e lungimiranza” dichiara Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto. “Il rischio idrogeologico non dipende solo dall’intensità delle precipitazioni o dalle maree eccezionali, ma dalla vulnerabilità dei territori e dall’esposizione di persone e beni: è il risultato di scelte urbanistiche, modelli di sviluppo e carenze nella manutenzione. Informarsi sui livelli di criticità, conoscere le procedure di emergenza, sapere come comportarsi prima, durante e dopo un evento estremo sono strumenti concreti di adattamento con cui tutti possiamo contribuire. Ma altrettanto importante è riconoscere e comprendere le cause antropiche della crisi climatica che la comunità scientifica da decenni ci invita a non sottovalutare. Questa guida nasce proprio per aiutare a capire quanto il cambiamento climatico dipenda dalle attività umane e promuovere una comunità più consapevole e resiliente, capace di rispondere sia mitigando che adattando i propri comportamenti. Inoltre, riteniamo fondamentale sostenere l’enorme impegno della Protezione Civile, che ha sempre più bisogno della nostra collaborazione attiva e consapevole nella gestione dei sempre più frequenti e imprevedibili eventi estremi “.

Così commenta Elisa Venturini, assessora all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile della Regione del Veneto: “La sicurezza del territorio si costruisce attraverso la prevenzione, la programmazione degli interventi e la conoscenza dei rischi. Le opere di difesa del suolo sono fondamentali, ma devono essere accompagnate da una cultura della sicurezza diffusa: cittadini informati e preparati sanno come comportarsi nelle situazioni di emergenza e possono contribuire a ridurre l’impatto degli eventi avversi. Questa pubblicazione è uno strumento utile per avvicinare la protezione civile alla vita quotidiana delle nostre comunità”.

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