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Basta morti sul lavoro: venerdì 27 marzo presidio a Selvazzano

Gli incidenti e le vittime che si registrano ogni giorno nei luoghi di lavoro e in itinere sono un dato che dovrebbe sconvolgere l’opinione pubblica e mobilitare senza sosta la politica e i governi, da quelli locali a quello nazionale, fino alla risoluzione di questa annosa piaga sociale. Invece quello che pare più un bollettino di guerra che altro pare non interessare nessuno, se non i sindacati e coloro che, in prima persona, vengono travolti da queste luttuose vicende che si portano dietro sofferenze indicibili e che chiedono giustizia e impegno. Questa tragica realtà quotidiana è la rappresentazione di un sistema che sembra aver smarrito il valore della vita umana e che, nel territorio nazionale conta circa 3 vittime al giorno. La tragedia avvenuta lunedì 23 marzo alla ditta Boldrin di Selvazzano Dentro, dove ha perso la vita Mamour Mbow Pape, un giovane operaio di soli 22 anni di origini senegalesi, rappresenta l’ennesima ferita inferta al mondo del lavoro e alla coscienza civile del nostro territorio.

Mamour era un giovane che cercava un futuro attraverso il lavoro, quel lavoro che la Costituzione italiana pone a fondamento della Repubblica ma che, troppo spesso, si trasforma in un luogo di morte. Con la sua morte, la provincia di Padova raggiunge la drammatica quota di quattro vittime dall’inizio dell’anno: una “maglia nera” che non può più essere accettata. Prima di lui, il 5 gennaio è morto Fabrizio Braghetto, il 9 gennaio Zevxhet Halili e il 4 marzo Stefano Contiero. Quattro nomi, quattro storie, quattro famiglie distrutte che hanno diritto ad avere giustizia e che chiedono che il sistema del lavoro cambi perché non si debbano registrare più omicidi del lavoro.

Le organizzazioni sindacali metalmeccaniche FIM, FIOM e UILM di Padova non intendono restare a guardare mentre il profitto viene anteposto alla vita umana e per questo motivo aderiscono alla mobilitazione di CGIL, CISL e UIL di Padova e prenderanno parte al presidio di lavoratrici e lavoratori che si terrà venerdì 27 marzo 2026, dalle ore 8:00 alle ore 8:45, davanti ai cancelli dell’azienda Boldrin, in via Marconi 6 a Selvazzano Dentro.

FIOM, FIM e UILM di Padova sono da sempre in prima linea sul tema della salute e sicurezza — come dimostrato anche dalla storica mobilitazione del marzo 2019 “O ti fermi o muori” realizzata per ricordare la tragedia avvenuta nel 2018 alle Acciaierie Venete di Padova dove persero la vita Sergiu Todita e Marian Bratu — ribadiscono che la sicurezza non può essere considerata un costo, ma un investimento inderogabile. Non servono parole di circostanza, servono fatti concreti e cioè investimenti, controlli e assunzioni negli SPISAL territoriali. Serve istituire una Procura speciale dedicata agli incidenti sul lavoro e che siano finalmente e celermente sbloccate le assunzioni da parte degli Spisal perché è necessario che l’attività ispettiva e di prevenzione sia costante e capillare, mentre adesso è frammentaria e discontinua perché il personale è drammaticamente sotto organico. Non si può garantire la legalità e la vita nei luoghi di lavoro senza un organico adeguato e strumenti giuridici d’urgenza.

La sicurezza è una cosa seria non può essere solo uno slogan, ma un imperativo politico e sociale: chiediamo che le istituzioni, la politica e il mondo imprenditoriale si assumano le proprie responsabilità e agiscano. È tempo che la Costituzione italiana cessi di essere un ideale astratto e diventi realtà quotidiana in ogni officina, in ogni cantiere, in ogni fabbrica. Mamour Mbow Pape aveva 22 anni, la sua morte deve essere l’ultima e davanti a questo ennesimo dramma nessuno può più rimanere indifferente. La mobilitazione di venerdì è solo un tassello di una lotta fondamentale per tutti e tutte: non ci fermeremo finché il lavoro non tornerà a essere strumento di libertà e dignità e non causa di morte.” Hanno dichiarato i segretari generali di FIOM, FIM e UILM di Padova.

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