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Biometano, è bagarre (soprattutto per la Sindaca Cittadin), e tanta confusione

Giornate frenetiche per i Sindaci polesani, chiamati a decidere nell’ambito del Consiglio di Bacino sul futuro dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti urbani (umido e verde) raccolti da Ecoambiente nelle case dei nostri cittadini.

Dopo il parere favorevole della Commissione tecnica della Provincia e della seguente Conferenza dei servizi (unico voto contrario quello del Comune di Rovigo), che di fatto mettono l’impianto di Ecoambiente in rampa di lancio, scoppia la bagarre trasversale, soprattutto nel centro destra, che rischia di mettere nel mirino proprio chi ha sollevato il polverone, ovvero la Sindaca Valeria Cittadin.

Da una parte si devono analizzare molti documenti tecnici, dal contenuto non sempre semplice, che risultano tra loro in contrasto: le relazione tecnica di Ecoambiente che accompagna il progetto, le due relazioni di tecnici esterni, “due diligence”, volute dal Consiglio di bacino e dall’Amministratore delegato di Ecoambiente (su input diretto del Sindaco di Rovigo) per valutarne la congruità, e le controdeduzioni prodotte dallo stesso staff tecnico di Ecoambiente.

Tutto perchè la Sindaca di Rovigo, con una mossa che sembra quasi vicina al capriccio, si è improvvisamente messa di traverso e non vuole che venga realizzato un progetto già a sua volta approvato da tutti i Sindaci, adducendo ragioni che non sembrano tenere rispetto alle relazioni dettagliate dei tecnici.

E ora, ciliegina sulla torta, il fronte dei colleghi Sindaci del centro destra, che finora, timidamente, l’avevano sostenuta, inizia a mostrare vistose crepe: la Lega, partito che fa parte della coalizione di maggioranza, per voce del segretario provinciale Guglielmo Ferrarese, si è espressa a favore dell’impianto.

E poco rischiano di contare i risultati di una riunione che si è tenuta in municipio alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio di bacino Tiziano Menon, il deputato e coordinatore provinciale di Forza Italia Piergiorgio Cortelazzo ed Eugenio Boschini, direttore di Polaris, società partecipata al 100% da Ecoambiente.

E ancor meno gli insulti del primo cittadino a chi non le perdona l’assenso dato, poche settimane fa, alla realizzazione di un impianto di privati, in una zona non servita da strade, per la lavorazione di 75.000 tonnellate di liquami provenienti da mezza Italia “E agli ambientalisti della m… dico che non capisco perché la puzza del privato è puzza quella del pubblico è profumo. Nell’umido che tratterà Ecoambiente ci sono pfas, metalli, plastica perché non è puro.”.

Si stava chiaramente sbagliando, perchè l’impianto che lavora i fanghi che contengono PFAS lo vuole fare Cortellazzo, non Ecoambiente, che raccoglie casa per casa umido e verde prodotto dai cittadini, non fanghi civili ed industriali che vuole lavorare Acquevenete, presieduta da Cortellazzo….

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