Pubblichiamo il messaggio di Walter Massa, presidente di ARCI, in conclusione del viaggio di solidarietà svolto a Cuba in questi giorni.
Si chiude oggi la missione dell’Arci a Cuba, in un momento molto difficile per le cubane e i cubani. Sono stati quattro giorni molto intensi, fatti di incontri che ho provato a raccontarvi, con tutti i limiti del caso, e sicuramente non sono riuscito a trasmettere tutte le emozioni che abbiamo provato come delegazione. Ma vi assicuro che sono state tantissime, e fortissima è in tutte e tutti noi la convinzione di essere stati nel posto giusto al momento giusto.
Ieri sera, a cena, abbiamo ricevuto una telefonata da Abel Prieto, presidente della Casa de las Américas, amico e compagno dell’Arci da oltre trent’anni, con cui abbiamo costruito una programmazione culturale straordinaria che ha avuto nel Premio Italo Calvino uno dei suoi centri principali. Il messaggio era questo: il presidente Díaz-Canel vorrebbe incontrarvi per confrontarsi con voi e ringraziare l’Arci del lavoro che sta facendo e della vostra presenza in queste giornate particolarmente difficili per l’isola.
Questa mattina l’incontro c’è stato: un colloquio di circa un’ora, piacevole, positivo, importante, che ci ha resi, non lo nego, molto orgogliosi. È stato un riconoscimento bello, che credo vada distribuito a tutta l’associazione, che in questi anni non ha mai smesso di sostenere Cuba, i cubani e le cubane, le istituzioni culturali e le attività di cooperazione internazionale svolte insieme ad
Arcs Culture Solidali. La nostra presenza qui non era soltanto un gesto di solidarietà politica, pur importantissimo, ma anche un’occasione per rafforzare reti, relazioni e nuovi progetti, dentro un’amicizia straordinaria e speciale, come lo stesso presidente ci ha ricordato.
Abbiamo parlato naturalmente della situazione drammatica che il Paese sta vivendo, delle misure messe in campo dal governo cubano e della straordinaria forza della popolazione, che sta reagendo e resistendo in condizioni davvero difficili. Siamo di fronte all’ennesima menzogna dei potenti del mondo: come può essere Cuba un pericolo per gli Stati Uniti? È una domanda a cui nessuno riesce a rispondere. Intanto, dalle cancellerie di un Occidente sempre più in difficoltà, il silenzio regna sovrano, e dobbiamo assistere anche a immagini paradossali come quelle del cosiddetto “Board of Peace”, pensato e voluto dall’immobiliarista che oggi siede alla presidenza degli Stati Uniti.
È stato anche un momento per confrontarci su ciò che accade in Europa e per raccontare ciò che stiamo organizzando insieme a moltissime organizzazioni, movimenti sociali, associazioni e sindacati per il 28 marzo: una grande mobilitazione che porterà alla manifestazione nazionale “No Kings” , con iniziative gemelle a Londra e in molte città degli Stati Uniti. Il presidente ci ha detto: non sia mai che anche a Cuba, all’Avana, quel 28 marzo ci possa essere una manifestazione sorella di sostegno. Perché autoritarismo, colonialismo, riarmo e guerra sono temi comuni, sono le ragioni per cui ci battiamo ogni giorno.
Abbiamo discusso anche di un’idea nata proprio qui all’Avana, confrontandoci tra noi e con le realtà locali: organizzare una carovana per Cuba, sul modello di quelle realizzate per Rafah insieme ad
AOI e
Assopace Palestina. Una carovana di parlamentari italiani ed europei, di giornalisti, di società civile, di tutte e tutti coloro che vorranno unirsi per rompere anche l’assedio mediatico che, vi assicuro, da qui appare ancora più evidente. La narrazione sull’isola è spesso distorta, in un senso o nell’altro.
Anche su questa proposta il presidente si è detto molto colpito, contento e onorato. Credo che da quando torneremo, anzi, da subito, inizieremo a lavorarci insieme ai nostri compagni di strada: quelli con cui abbiamo costruito le carovane per Rafah e quelli con cui stiamo portando avanti la campagna “Energia per la vita” per sostenere il sistema energetico cubano, dalla
CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro, all’
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI, fino all’Associazione di Amicizia Italia-Cuba.
Questi sono gli impegni che ci portiamo a casa. E lasciatemi dire ancora una volta: siamo stati nel posto giusto, nel momento giusto. Qui c’era bisogno di presenza, di solidarietà, ma anche di impegno per guardare avanti, per non fermarsi e non arrendersi a ciò che sta accadendo, per non cedere a quella logica di rassegnazione di cui spesso ci parla Luciana Castellina: l’idea che non ci sia alternativa. L’alternativa, invece, l’abbiamo vista qui. Non è solo resistenza: è una prospettiva che avanza e che, a distanza di oltre vent’anni, ci permette ancora di dire che “Un altro mondo è possibile”.
Con questo impegno torniamo in Italia e con questo impegno continueremo a lavorare: per Cuba, per la Palestina, per il mondo e, lasciatemelo dire con franchezza, anche per noi stessi.
Ecco il link alla pagina che descrive l’iniziativa di solidarietà con Cuba avviata da ARCI, CGIL e ANPI.
Arci e Arcs a Cuba: cultura, cooperazione e solidarietà in un tempo cruciale
Di seguito l’ultima puntata di Tutta un’altra storia, la trasmissione del circuito nazionale delle radio di ARCI, di cui fa parte anche radio Bluetu di Rovigo