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IRAS: situazione grave, si riapra il dialogo per Iras pubblico

Come in una sorta di gioco dell’oca l’amministrazione comunale è stata costretta a dichiarare che si torna al punto di partenza o quasi sulla vicenda Iras. Dietro il comunicato, per la verità un po’ criptico, che ha suggellato l’ultimo vertice tra Comune e Regione, affiora oggi certamente un quadro pieno di incognite: se, da un lato, la rinuncia alla procedura di esternalizzazione/privatizzazione va nella direzione da noi auspicata negli ultimi mesi, dall’altro occorre ben riconoscere che il percorso verso la salvaguardia dell’ente appare davvero in salita.

Nel frattempo, sono passati mesi – appunto – in cui le preoccupazioni legittime delle opposizioni e delle forze sindacali avanzate in più sedi sono state sostanzialmente liquidate con poche stringate parole all’insegna di “non c’è alternativa alla privatizzazione” e “avanti il privato se può fare meglio”.

Sconcertante il fatto che non si sia voluto riunire il consiglio comunale per permettere una discussione vera e costruttiva sulle scelte intraprese o da intraprendere.

Definire ora la situazione come “complessa” ci sembra addirittura un eufemismo: che vuole fare la giunta? Pensa di investire i famosi 3 milioni? E la Regione? Darà concretamente una mano anche sul piano economico? E come non guardare con crescente preoccupazione alla situazione di abbandono di Casa Serena?

Non sarà facile uscirne: si approfitti di questo momentaneo stop per riportare la discussione dentro il consiglio comunale e riprendere un dialogo più costruttivo tra tutte le parti in causa, pensando a come garantire strutture, utenza e lavoratori e compiere scelte che possano mantenere Iras pubblico.

Diego Crivellari – Palmiro Franco Tosini

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